Il programma di Salonicco

Il governo di Alexis Tsipras, che si presenta oggi con soli 10 ministri, proverà a risollevare le sorti dei greci dopo che la crisi, 3 memorandum, e l’austerity hanno portato il paese nell’abisso della povertà.

Tsipras ha intenzione di promuovere fin da subito un Piano di Ricostruzione Nazionale basato su 4 pilastri:
1° : Affrontare la crisi umanitaria
2° : Riavviare l’economia e promuovere la giustizia fiscale
3° : Riconquistare l’occupazione
4° : Trasformare il sistema politico per rafforzare la democrazia

Il programma è stato presentato a Salonicco il 15 settembre 2014
Qui per leggerlo in PDF Link : Il Programma di Salonicco

Un piano che uccide il rapporto alunno-docente

La rubrica “ScuolaBeneComune” Link : categoria ScuolaBeneComune sul sito del Comitato Senese dell’Altra Europa si arricchisce oggi di un nuovo articolo già pubblicato nel numero di ottobre 2014 della rivista di Attac “Il granello di sabbia”.

DAL DIARIO DI UNA MAESTRA

“Io voglio una riforma che mi parli di schiere di bambini che cantano, passeggiano, che scoprono insieme la vita, la sua matematica e la sua poesia, la sua musica, i suoi abitanti fragili e meno fragili. Una riforma che liberi dal monitoraggio e dai quiz continui, che mi dia tempi e strumenti, spazi da frequentare ed abitare, senza i “lacciuoli” delle circolari e dell’orrendo registro elettronico, che fa attendere i miei alunni gli toglie il mio sguardo. Voglio una riforma che ridia fiato alla fantasia, all’individualità e ai tempi di ciascun bambino, che non mi costringa a diventare una burocrate perfetta….”

Ci sembra che in questo brano “vero” di diario siano condensate tutte le motivazioni che ci portano a respingere il piano Renzi che, con un linguaggio roboante e populista, pretende di dettare le linee guida del nuovo modello di scuola pubblica, stravolgendone l’impianto costituzionale e democratico, con una parificazione tra scuole statali e scuole private.

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#veryimbarazzante

C’è fibrillazione per l’imminente avvio di Expo2015. E proseguono le attività comunicative che girano intorno a questo importante evento.

Pochi giorni fa un ministro Franceschini entusiasta ha presentato al mondo (al mondo? forse no! Forse solo all’Italia, visto che il sito è soltanto in italiano con un “Coming soon” accanto alla bandiera inglese) il sito VeryBello.it che raccoglie i 1.300 eventi culturali che si svolgeranno in Italia nel corso dell’Expo.

E subito si sono susseguiti in rete i commenti sarcastici e ironici per un nome e un sito decisamente imbarazzanti.

Dopo si è scoperto che la scheda del Palio di Asti localizzava l’evento nella cittadina di Ashti Nagar in India.

Un sito definito con le parole di Roberto Scano, presidente di IWA Italy, consulente dell’Agid ed esperto di PA digitali, «spazzatura digitale».

Oggi la nuova puntata. E’ comparsa sul sito di expo2015.org il post sull’evento di inaugurazione dell’Expo2015 e… questa immagine:
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“Non serve certo essere dei professionisti per notare il pressapochismo che contraddistingue la creazione di questa immagine. Non una fotografia, non un fotomontaggio, ma un semplice collage. Che definire “amatoriale” è già un complimento.” [da WebNews]

Riflessioni sulla sentenza del Consiglio di Stato del 20 Gennaio 2015

Ricevo dal Comitato GEO Monterotondo

La prima cosa che mi viene in mente è che quella del 20 gennaio 2015 è la terza sentenza che ci dà ragione, non un fatto isolato, l’errore di un giudice. LA TERZA, e l’unica che abbiamo avuto contro è stata nella forma e non nel merito.
Per tre volte i giudici, I GIUDICI, hanno detto che i nostri dubbi e perplessità sulla documentazione a favore della concessione delle autorizzazioni per l’Inceneritore di Scarlino erano plausibili e li hanno fatti propri.
Sentire oggi l’ex presidente della provincia difendere l’operato amministrativo della provincia quando tre sentenze lo hanno bocciato nel merito, giudicandolo incompleto, carente, elusivo, abusivo suscita indignazione.

Tre sentenze a cui, è bene ricordarlo, si aggiunge quella della Commissione di Inchiesta Pubblica Provinciale, anche quella impietosa sull’operato della Provincia.
Perciò pubblico questa nota per elencare sinteticamente, a futura memoria, le tappe di questo battaglia, per farle conoscere a chi voglia informarsi in maniera puntuale sui fatti, sui documenti e non sulle fantasticherie… con un’attenzione dovuta all’ultima sentenza che spero ponga fine a questa storia e ne apra un’altra più rispettosa nella tutela della salute, dell’ambiente e dell’economia locale.

Gennaio 2010
La Commissione d’Inchiesta Pubblica Provinciale boccia la VIA
La VIA rilasciata dalla giunta Scheggi è un’insieme di abusi, illegittimità, carenze e falsità, tali e talmente gravi che la Commissione d’Inchiesta voluta dalla Provincia, non può far altro che redigere un documento che non lascia adito a dubbi, perplessità od interpretazioni : “La VIA non andava concessa e va ritirata in autotutela”

Novembre 2011
Il TAR dichiara illegittime VIA ed AIA.
I giudici del TAR Toscana accolgono il ricorso e sentenziano che: la VIA e l’AIA rilasciate dalla Provincia all’inceneritore di Scarlino sono illegittime e da annullare.
Per la Provincia di Grosseto ci sono parole dure e gravi, perché: “Ha rilasciato l’autorizzazione in assenza di tutti gli elementi necessari per escludere negative ricadute sulla salute umana e sull’ambiente”. Una stroncatura a 360 gradi nel merito, non nella forma burocratica, come si tenta di far credere all’opinione pubblica.
La VIA rilasciata è risultata “sfornita dei requisiti di completezza” e va respinta.

10 gennaio 2012
Il Consiglio di Stato boccia la richiesta di sospensiva.
I cinque giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato, in seduta plenaria, bocciano la richiesta di sospensiva della sentenza del TAR (accolta a dicembre dal giudice monocratico): l’inceneritore deve chiudere! Si applica correttamente quel principio di precauzione (per la salute pubblica) che dovrebbe ispirare l’azione delle amministrazioni. L’inceneritore chiude aspettando la sentenza definitiva del Consiglio di Stato.

17 ottobre 2012
Il Consiglio di Stato boccia definitivamente la VIA.
Il Consiglio di Stato emette la sua sentenza favorevole ai denuncianti confermando il giudizio del TAR e l’illegittimità delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di GR all’Inceneritore. L’inceneritore deve chiudere.

18 ottobre 2012
La Provincia di Grosseto concede una nuova VIA.
Il giorno dopo la bocciatura, a sentenza ancora fresca d’inchiostro, la Provincia di GR rilascia una nuova autorizzazione, concedendo una nuova AIA/VIA, identica, nella sostanza, a quella bocciata. Scandalosamente la Provincia riconferma ciò che è stato appena bocciato dal supremo organo di giurisdizione amministrativa.

Ottobre 2013
Il TAR giudica irricevibili i ricorsi contro la nuova VIA.
Il TAR respinge i ricorsi presentati, ma non nel merito, bensì per un inghippo tecnico legale: un cambiamento di partita IVA da parte di SE intercorso poco prima della presentazione dei ricorsi stessi. La sentenza dichiara, infatti, improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (sic!) perché, a dire del Giudice, si doveva impugnare anche la voltura dell’autorizzazione rilasciata alla nuova (e sempre uguale) Scarlino Energia.”
Cioè l’inceneritore è sempre lì, i suoi camini sono sempre gli stessi, la diossina, nanopolveri e inquinanti vari idem, ma è cambiata la PARTITA IVA e dunque quel soggetto (sempre lui fisicamente) NON è più denunciabile.

20 gennaio 2015
Il Consiglio di Stato dichiara illegittime le nuove AIA e VIA concesse dalla Provincia.
Anche qui, come nel novembre 2011 (TAR), ci sono parole dure e sferzanti sull’operato della provincia di GR che

  • NON ha convenientemente disaminate lo stato di salute delle popolazioni coinvolte e le condizioni dei corpi idrici presenti nell’area interessata dallo stabilimenti
  • NON ha valutato e considerato adeguatamente, in sede di rilascio dell’A.I.A., il livello di esposizione delle popolazioni interessate agli agenti inquinanti
  • NON ha eseguito, come doveva, una specifica attività istruttoria, in ordine agli effettivi agenti inquinanti già presenti e alla potenziale incidenza che su di essi si sarebbe potuta riscontrare, a seguito dello svolgimento dell’attività dell’Inceneritore, aggravando così la situazione sanitaria ed ambientale.
  • Che ha rilasciato l’autorizzazione nonostante l’assenza di un previo e puntuale studio epidemiologico dell’area interessata dalla realizzazione dell’impianto. Studio sempre richiesto dagli appellanti ma mai eseguito.

“Da tutto ciò consegue pertanto che, essendo primarie le esigenze di tutela della salute ai sensi dell’art. 32 Cost. rispetto alle pur rilevanti esigenze di pubblico interesse soddisfatte dall’impianto in questione, il rilascio dell’A.I.A. si debba conseguire soltanto all’esito di un’indagine epidemiologica sulla popolazione dell’area interessata che deve essere condotta su dati più recenti e ad esclusiva cura degli organismi pubblici a ciò competenti.”

“Anche tutta l’istruttoria relativa allecondizioni del Canale Solmine va rifatta e (deve essere) considerata inadeguatastante la rilevata concentrazione ab origine di PCDD e PCDF….nonchéle parimenti rilevate concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici in misura comunque superiori a quelle consentite. C’è, cioè, la “la necessità del rifacimento dell’istruttoria relativa alle condizionidel corpo idrico medesimo, dovendoanche in tal caso dal fondamentale diritto alla salute di cui all’art. 32 Cost.discendere un’azione amministrativa che determiniil rilascio dell’A.I.A. solo in condizioni che ab origine rigorosamentesi accertino come prive di qualsivoglia pericolo per la salute umana,” ovvero non ulteriormente peggiorativi per effetto dell’impianto progettato.

La citazione per ben due volte, e nelle “prescrizioni”, dell’art.32 della Costituzione (La Repubblica tutela la salute come fondamentale dirittodell’individuo e interesse della collettività….) è l’applicazione di quel Principio di Precauzione che, tante volte invocato, la Provincia e gli enti preposti NON hanno mai applicato correttamente, barricandosi dietro statistica che è altra cosa rispetto all’epidemiologia.

Il Principio di Precauzione esprime un’esigenza tipicamente cautelare e consiste nella necessità di perseguire gli obiettivi della tutela della salute “anche quando manchi l’evidenza scientifica di un danno incombente”
Vale a dire quando non sussista interamente l’evidenzadi un collegamento causale tra una situazione potenzialmente dannosa e le conseguenze lesive sulla salute, o quando la conoscenza scientifica non sia comunque completa”.

Ecco, questa è la storia.
Penso che forse l’ex presidente dell’inutile Provincia di Grosseto, dopo questi schiaffi, avrebbe fatto meglio a chiudersi in un dignitoso silenzio invece di arrischiarsi in dichiarazioni senza riscontri, poco idonee e rispettose dell’operato dei giudici, sconcertanti specie da parte di una persona che vuole andare addirittura in Regione.
Di danni ne ha fatti già troppi…resti a lavoro.

Ubaldo Giardelli

Stop all’inceneritore di Scarlino

Ricevo dal Comitato GEO Monterotondo

Come più volte denunciato dal Coordinamento ambientalista grossetano, e anche dal nostro Comitato GEO, le autorizzazioni concesse all’impianto inceneritore di Scarlino non erano legittime.
I responsabili delle precedenti Amministrazioni provinciali dovrebbero scusarsi con la popolazione, se fossimo in un paese civile e con amministratori seri e coscienti.
Comunque 1 inceneritore in meno!
Avanti con la battaglia “noinc”!

GEO URP

» Consiglio di Stato: stop all’inceneritore di Scarlino

Il civatiano Pastorino: in Liguria non voteremo Paita

Dice il civatiano Pastorino che in Liguria non voteranno la candidata del PD Paita perché vuol riproporre anche in regione le grandi intese nazionali, che dovevano essere solo un caso eccezionale, e governare la regione in alleanza con NCD.

Ogni persona che riconosce che il PD si è spostato a destra mi fa sempre molto piacere. C’è un però in tutto questo. Se il PD si è spostato a destra e se, come sostiene Pastorino, le grandi dichiarazioni dei dissidenti Dem “non hanno mai cambiato nulla”, allora che ci fanno ancora nel PD? Viene tanto il dubbio che tutti questi dissidenti stiano ancora al calduccio nel partitone perché magari ci può sempre scappare una poltroncina.

Se Cofferati avesse vinto le primarie, nonostante lo stesso caos che è avvenuto ai seggi, se ne sarebbe andato ugualmente?
La questione morale nel PD è aperta oggi come ieri e l’altro ieri.