L’ennesimo incidente

Leggo il titolo di un feed “Ferrara cade da otto metri” e già mi immagino quel poveretto che si è trovato sotto quella montagna di lardo politico giornalista commentatore… quella montagna. E mi preoccupo!
Così vado a leggere la notizia… Purtroppo, invece, la realtà è dversa. E’ l’ennesimo incidente sul lavoro che ha avuto per vittima un operaio nelle valli ferraresi. E poi la chiamano sicurezza…

Dell’emergenza

Beh, allora, tra la sicurezza sui posti di lavoro e la sicurezza per le strade e la sicurezza contro la criminalità non organizzata, qual’è la vera emergenza?

Secondo il Censis, benché il numero di omicidi continui a diminuire, «gran parte dell’attenzione pubblica si concentra sulla dimensione della sicurezza rispetto ai fenomeni di criminalità». L’attenzione pubblica, o meglio, quello che percepiamo chi lo decide? I cosiddetti organi d’informazione (cosiddetti, perché più che d’informazione sono di governo…), ovvero il governo. E siccome per il governo è molto più facile spedire 10 militari in erba per le strade a pattugliare il nulla piuttosto che risolvere un problema serio… utilizzano le loro tv e i loro giornali per fare il lavaggio del cervello a milioni di persone, convincendole di percepire maggiore insicurezza.

Però… coglioni quelli che si lasciano imbonire da certi meschini figuri… Alcuni, per chissà quale paura, coprono qualsiasi Verità svelata.

Ma quale gaffe?

La chiamano gaffe, ma una gaffe indica, secondo Wikipedia, “una frase od una parola detta in modo erroneo od in un contesto sbagliato, ovvero uno strafalcione fatto da chi sta parlando. Una gaffe spesso è non voluta e non sempre ci si accorge di averla fatta.”

In questo contesto è sbagliato parlare di gaffe, perché il ministro Scajola ha detto esattamente quello che voleva dire, con il significato che lui intendeva. Per lui i morti sul lavoro, sono sacrifici necessari per costruire una centrale “modernissima” a carbone. Cos’altro potrebbero essere per lui? Famiglie distrutte? Vite? Tragedie quotidiane? Per lui sono un modo per far soldi. Per lui i lavoratori sono utensili, sono materie prime inanimate, sono come i mattoni per costruire una casa, alcuni si rompono, e la casa verrà costruita con altri mattoni.

Fosse stata una gaffe si sarebbe dimesso…

Comico poi il centrosinistra… “Parole deprecabili”… Ma che vuol dire? Ah, ho capito “Oh, Scajo’, siamo d’accordo sul concetto, ma la prossima volta dillo con altre parole! Che sta male parlare di morte in pubblico…”

In realtà è comico anche solo scrivere la parola centrosinistra, oppure la parola opposizione…

Morti bianche in calo? Ma è ancora una strage!

No, fatemi capire. Dovrei rallegrarmene? Dovrei tirare un sospiro di sollievo perché nel 2007 i morti per incidenti sul lavoro sono stati “soltanto” 1125 contro i 1341 del 2006? Anzi, son quasi pochi, non trovate? Eh, a 1125 lavoratori morti ci arrivano tutti gli stati, siamo nella media Europea. Dovremmo, invece, pur distinguersi, no? Un po’ come già facciamo per la libertà di stampa e altre belle classifiche internazionali. E poi, se è vero che la metà dei morti sono immigrati, in fondo è un’ottima politica di contenimento dell’immigrazione…

No, decisamente no. Sono troppi! Anche una sola persona morta sul proprio posto di lavoro in un anno sarebbe troppo, va detto con forza. Certo, è importante rilevare una diminuzione, ma… chi lo racconta ai familiari che hanno perso un loro caro che… “Quest’anno è andata bene, in fondo son morte 200 persone in meno!”

Non si può pensare che la morte sul lavoro sia un aspetto dello stesso, oppure si decide che ci sono dei lavori a rischio e però devono essere retribuiti in proporzione al rischio.

(Ipocritamente) un giorno senza morte?

Come si festeggia (ipocritamente) la festa della donna in un giorno all’anno, invece di festeggiarla tutti i giorni.
Come si dice (ipocritamente) che per natale dobbiamo essere tutti più buoni.
Come si ricordano (ipocritamente) i propri defunti un giorno all’anno.
Come si ricorda (ipocritamente) milioni di morti per la nostra libertà dal nazifascismo solo una volta l’anno (e in molti neanche in quel giorno)
Potremmo festeggiare (ipocritamente) un giorno senza morti sul lavoro? Almeno un giorno!