77, le gambe delle donne

L’annuale classifica stilata da Reporters sans frontières sulla libertà di stampa nel mondo vede il nostro paese al 77° posto su 180 paesi.

L’Italia scende da un pessimo 73° posto del 2015 al 77° del 2016 su 180 paesi. Ma se il confronto viene fatto sul 2014, il dato è impietoso. Nel 2014 la stessa classifica ci vedeva infatti al 49° posto.

Insomma, da quando c’è Renzi al governo la nostra stampa ha perso molta della sua libertà (e non era messa bene neanche prima!). Sarà un caso?

Meglio di noi la Moldova, l’Armenia, il Botswana o il Burkina Faso.
Nell’Unione Europea, peggio di noi… nessuno.

RSF-Classifica libertà di stampa 2014-2015-2016

Marinella non ha rapito i propri figli

Tra pochi giorni, 11 aprile, si troverà sottoposta al giudizio della Cassazione Penale Marinella Colombo, che da anni lotta contro un sistema perverso che le ha tolto illegittimamente i due figli avuti da un cittadino tedesco e l’ha trasformata in una criminale, con tanto di reclusione in carcere e sequestro dei beni.

L’11 aprile, appunto, Marinella sarà processata per aver “rapito” i propri figli, che le erano stati tolti con vari ed accertati stratagemmi dalle autorità tedesche, e con lei sua madre, rea di non aver consegnato la figlia e i nipoti alle forze dell’ordine.

Già a questo punto vi starete chiedendo com’è possibile, in un sistema come quello italiano improntato, almeno sulla carta, ai principi di proporzionalità e ragionevolezza a finire sotto processo sia una mamma che lotta per stare con i propri figli illegittimamente allontanati. Evidentemente, ci sono delle ragioni che vanno oltre il caso concreto.

Quello di Marinella non è un caso isolato; sono numerosi i cittadini italiani (ma anche francesi, spagnoli…) che sono stati privati, sulla base dell’identico copione, dei propri bambini da un sistema, quello tedesco (applicato anche in Austria) che a prescindere dalla concreta situazione, non appena va in crisi una coppia formata da un tedesco e da un non-tedesco, attraverso un’autorità amministrativa, lo Jugendamt, le cui origini inquietanti affondano nell’ideologia nazista, e secondo procedure ben collaudate e pacificamente accettate assicura che i figli bi-nazionali rimangano in Germania (dove restano o dove vengono portati) con il genitore tedesco, intraprendendo una vera e propria guerra contro il genitore straniero sia sotto il profilo economico che penale, fino a ridurlo in condizioni di indigenza e a privarlo di tutti i diritti sulla prole, nonché spesso trattandolo come un criminale se osa ribellarsi.

Queste procedure, candidamente esposte nelle leggi tedesche, potrete approfondirle, ma ciò che adesso vorremmo trasmettervi è la gravità della circostanza che in un’Europa che si ritiene unita, un paio di Paesi dettino le proprie “regole” nell’inerzia e sottomissione degli altri.

Impossibile esprimere il dolore e la frustrazione dei tanti nostri connazionali che ogni giorno lottano per ritrovare un contatto, ingiustamente ed illegittimamente negato, con i propri figli. Sono storie diverse, di madri, di padri, di nonni, discriminati e trattati come delinquenti nella pressoché totale indifferenza del proprio Paese d’origine.

Ma se credete che – citando da Martin Luther King – se anche non si è responsabili di una situazione lo si diventa se essendone a conoscenza non si fa niente per cambiarla, leggete qualche notizia tra quelle che metteremo a disposizione su questa pagina, contattateci per qualsiasi chiarimento, aiutateci a diffondere presso i vostri contatti e a creare un movimento di opinione che sostenga Marinella e le altre vittime del sistema tedesco: facciamole sentire, facciamo sentire a tutti loro, che NON LI LASCIAMO SOLI!

Se volete esprimere la vostra solidarietà, vi chiediamo di inviare questo testo agli indirizzi mail di :

redazione.internet@ansa.it
cronache@ansa.it
segreteria.redazione@adnkronos.com
segreteria.redazione@agi.it
redazione@corriere.it
cronaca@ilmessaggero.it
capo.gabinetto@giustiziacert.it

Egregi signori,
con la presente desidero esprimere la mia solidarietà a Marinella Colombo, la cui posizione verrà valutata il giorno 11 aprile 2014 dalla Suprema Corte di Cassazione.

Sappiamo che sarà grande, come lo è stato fino ad ora, l’impegno delle autorità tedesche per far condannare anche in Italia questa piccola donna, fastidiosa per aver rivelato un sistema iniquo e con il quale si difendono solo gli interessi tedeschi.

Sappiamo che se una mamma straniera lascia l’Italia con i figli non viene sottoposta a processo e nei rari casi in cui questo succede, la pena è simbolica e comunque non le si tolgono i figli.
Invece, ad un nostra concittadina viene tolta, oltre ai figli che non vede da tre anni, ogni possibilità di sopravvivenza. La si vuole trasformare in una senzatetto, condannandola a pagare somme abnormi che non possiede, dopo averle tolto, con i bambini, ogni ragione di vita.

E’ questo il prezzo da pagare per aver rivelato le storture di un sistema europeo unanimemente giudicato inadatto a tutelare i minori? E’ questo il prezzo da pagare per essere di nazionalità italiana anziché tedesca? E’ questo il modo in cui l’Italia difende i suoi figli, mettendoli su di un treno per un viaggio senza ritorno?

Come cittadino italiano posso solo esprimere il mio sdegno e chiedere ai media di diffonderlo.

Cordiali saluti

Maggiori informazioni: jugendamt0.blogspot.it

Mobilitazione in Solidarietà con il popolo palestinese martire della “Striscia di Gaza”

Ricevo dal Nodo Alba di Firenze e volentieri pubblico:

Mobilitazione in Solidarietà con il popolo palestinese martire della “Striscia di Gaza”

Martedì 20 novembre 2012, dalle ore 17:30 alle 20:00 a Firenze, in Piazza della Repubblica

Per rivendicare il diritto alla vita del popolo di Gaza, contro l’operazione militare israeliana “Pilastro di Sicurezza” che, con continui bombardamenti dal cielo, da terra e dal mare, sta distruggendo le strutture e infrastrutture palestinesi dell’area, e si rende responsabile di un lungo elenco di morti – bambini, donne e civili innocenti – vittime extra-giudiziarie di “assassini mirati” o di “effetti collaterali.”

Ci opponiamo a che una competizione elettorale interna allo Stato di Israele si traduca in una tragedia immane per il popolo palestinese.

Affermiamo il fatto che il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza su località israeliane è la logica conseguenza del disumano e illegittimo blocco imposto da Israele a Gaza, della rovina di ogni attività produttiva, dell’immiserimento della popolazione e dell’incubo connesso alle sistematiche aggressioni omicide delle forze militari israeliane, e non la giustificazione per il loro intervento.

Esigiamo che il Presidente Napoletano, il primo ministro Monti e il ministro degli esteri Terzi non parlino in nostro nome quando si dichiarano solidali con Israele e giustificano la sua aggressione militare omicida come un “diritto alla difesa”.

Consideriamo il loro atteggiamento come espressione di un asservimento dell’Italia alla logica dell’illegittimità, della sopraffazione e della violenza portata avanti dallo Stato di Israele su scala internazionale, la cui unica prospettiva è quella di una catastrofe bellica dalle devastanti proporzioni.

Rivendichiamo il rispetto del diritto internazionale e umanitario da parte di tutti e che non ci siano Stati, come Israele, che ne siano esentati per sensi di colpa, ricatti o criminali alleanze.

L’ONU contro l’Italia

L’Italia è sempre più messa in ridicolo da questo governo di cialtroni e ladri. Decine di indagini su reati spesso diversi, ma ciascuno, in un modo o nell’altro, conduce sempre allo stesso palazzo Grazioli. L’ultima indagine nata in Sardegna sull’eolico sta aprendo scenari apocalittici. E la legge Bavaglio che Berlusconi ha tentato a più riprese di veder approvata in tempi rapidissimi non è arrivata in tempo a nascondere quella che è già stata ribattezzata P3.

Intanto, però, tutte le proteste sollevate contro il ddl hanno ottenuto grande risonanza mondiale, tanto che l’ONU è intervenuto chiarendo che la legge così com’è “può minare il diritto alla libertà di espressione in Italia“. Di più, viene annunciata anche, per il 2011, una missione per verificare la situazione della libertà di stampa e il diritto alla libertà di espressione.

Se a questo si aggiunge la grandissima litigiosità all’interno del PDL… proprio un bel periodo per il nano più ricco d’Italia, non c’è che dire. Ovviamente qui gli auguriamo che possa peggiorare ancora e al più presto!

Manifestazione per la libertà di stampa!

(26 settembre 1928)
Ai Prefetti. Ad agevolare il compito che spetta alle Eminenze Vostre per quanto concerne la stampa quotidiana e periodica, ritengo utile richiamare qui di seguito le più importanti norme di carattere permanente emanate in questi ultimi tempi, in ordine al divieto parziale o totale di pubblicazione di notizie o fatti che per ragione di indole varia non conviene siano portate a conoscenza del pubblico.
(Benito Mussolini)

(1 ottobre 2009)
Benvenuti a Porta a Porta
(Bruno Vespa)

Dal sito di Alessandro Robecchi.