Strisce e ciao!

In questi giorni gli addetti Anas sono a lavoro per rifare la segnaletica orizzontale in molti tratti della Siena-Firenze.
Strisce bianche belle ed evidenti e… significative!

“Abbiam fatto qualche bella toppa, e adesso abbiam finito, ciao!”

E le buche rimaste (molte!) rimarranno lì fino al prossimo politico in cerca di visibilità che innescherà l’ennesima polemica sulla Siena-Firenze impercorribile. Ma questo tra qualche mese, adesso si avvicina giugno e le vacanze estive. E poco importa se la stagione turistica si avvantaggerebbe molto di una strada in condizioni anche solamente decenti. L’Anas ha fatto vedere un po’ di operai al lavoro, i politici han fatto vedere che quando alzan la voce ottengono risultati, e ciao.

In altri tratti, bisogna dirlo, ci sono ancora cantieri aperti, come in zona Badesse in cui appena sarà completato il lavoro sulla corsia in direzione nord, sarà necessario un urgente intervento sulla corsia sud.

Riflessioni sulla sentenza del Consiglio di Stato del 20 Gennaio 2015

Ricevo dal Comitato GEO Monterotondo

La prima cosa che mi viene in mente è che quella del 20 gennaio 2015 è la terza sentenza che ci dà ragione, non un fatto isolato, l’errore di un giudice. LA TERZA, e l’unica che abbiamo avuto contro è stata nella forma e non nel merito.
Per tre volte i giudici, I GIUDICI, hanno detto che i nostri dubbi e perplessità sulla documentazione a favore della concessione delle autorizzazioni per l’Inceneritore di Scarlino erano plausibili e li hanno fatti propri.
Sentire oggi l’ex presidente della provincia difendere l’operato amministrativo della provincia quando tre sentenze lo hanno bocciato nel merito, giudicandolo incompleto, carente, elusivo, abusivo suscita indignazione.

Tre sentenze a cui, è bene ricordarlo, si aggiunge quella della Commissione di Inchiesta Pubblica Provinciale, anche quella impietosa sull’operato della Provincia.
Perciò pubblico questa nota per elencare sinteticamente, a futura memoria, le tappe di questo battaglia, per farle conoscere a chi voglia informarsi in maniera puntuale sui fatti, sui documenti e non sulle fantasticherie… con un’attenzione dovuta all’ultima sentenza che spero ponga fine a questa storia e ne apra un’altra più rispettosa nella tutela della salute, dell’ambiente e dell’economia locale.

Gennaio 2010
La Commissione d’Inchiesta Pubblica Provinciale boccia la VIA
La VIA rilasciata dalla giunta Scheggi è un’insieme di abusi, illegittimità, carenze e falsità, tali e talmente gravi che la Commissione d’Inchiesta voluta dalla Provincia, non può far altro che redigere un documento che non lascia adito a dubbi, perplessità od interpretazioni : “La VIA non andava concessa e va ritirata in autotutela”

Novembre 2011
Il TAR dichiara illegittime VIA ed AIA.
I giudici del TAR Toscana accolgono il ricorso e sentenziano che: la VIA e l’AIA rilasciate dalla Provincia all’inceneritore di Scarlino sono illegittime e da annullare.
Per la Provincia di Grosseto ci sono parole dure e gravi, perché: “Ha rilasciato l’autorizzazione in assenza di tutti gli elementi necessari per escludere negative ricadute sulla salute umana e sull’ambiente”. Una stroncatura a 360 gradi nel merito, non nella forma burocratica, come si tenta di far credere all’opinione pubblica.
La VIA rilasciata è risultata “sfornita dei requisiti di completezza” e va respinta.

10 gennaio 2012
Il Consiglio di Stato boccia la richiesta di sospensiva.
I cinque giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato, in seduta plenaria, bocciano la richiesta di sospensiva della sentenza del TAR (accolta a dicembre dal giudice monocratico): l’inceneritore deve chiudere! Si applica correttamente quel principio di precauzione (per la salute pubblica) che dovrebbe ispirare l’azione delle amministrazioni. L’inceneritore chiude aspettando la sentenza definitiva del Consiglio di Stato.

17 ottobre 2012
Il Consiglio di Stato boccia definitivamente la VIA.
Il Consiglio di Stato emette la sua sentenza favorevole ai denuncianti confermando il giudizio del TAR e l’illegittimità delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di GR all’Inceneritore. L’inceneritore deve chiudere.

18 ottobre 2012
La Provincia di Grosseto concede una nuova VIA.
Il giorno dopo la bocciatura, a sentenza ancora fresca d’inchiostro, la Provincia di GR rilascia una nuova autorizzazione, concedendo una nuova AIA/VIA, identica, nella sostanza, a quella bocciata. Scandalosamente la Provincia riconferma ciò che è stato appena bocciato dal supremo organo di giurisdizione amministrativa.

Ottobre 2013
Il TAR giudica irricevibili i ricorsi contro la nuova VIA.
Il TAR respinge i ricorsi presentati, ma non nel merito, bensì per un inghippo tecnico legale: un cambiamento di partita IVA da parte di SE intercorso poco prima della presentazione dei ricorsi stessi. La sentenza dichiara, infatti, improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (sic!) perché, a dire del Giudice, si doveva impugnare anche la voltura dell’autorizzazione rilasciata alla nuova (e sempre uguale) Scarlino Energia.”
Cioè l’inceneritore è sempre lì, i suoi camini sono sempre gli stessi, la diossina, nanopolveri e inquinanti vari idem, ma è cambiata la PARTITA IVA e dunque quel soggetto (sempre lui fisicamente) NON è più denunciabile.

20 gennaio 2015
Il Consiglio di Stato dichiara illegittime le nuove AIA e VIA concesse dalla Provincia.
Anche qui, come nel novembre 2011 (TAR), ci sono parole dure e sferzanti sull’operato della provincia di GR che

  • NON ha convenientemente disaminate lo stato di salute delle popolazioni coinvolte e le condizioni dei corpi idrici presenti nell’area interessata dallo stabilimenti
  • NON ha valutato e considerato adeguatamente, in sede di rilascio dell’A.I.A., il livello di esposizione delle popolazioni interessate agli agenti inquinanti
  • NON ha eseguito, come doveva, una specifica attività istruttoria, in ordine agli effettivi agenti inquinanti già presenti e alla potenziale incidenza che su di essi si sarebbe potuta riscontrare, a seguito dello svolgimento dell’attività dell’Inceneritore, aggravando così la situazione sanitaria ed ambientale.
  • Che ha rilasciato l’autorizzazione nonostante l’assenza di un previo e puntuale studio epidemiologico dell’area interessata dalla realizzazione dell’impianto. Studio sempre richiesto dagli appellanti ma mai eseguito.

“Da tutto ciò consegue pertanto che, essendo primarie le esigenze di tutela della salute ai sensi dell’art. 32 Cost. rispetto alle pur rilevanti esigenze di pubblico interesse soddisfatte dall’impianto in questione, il rilascio dell’A.I.A. si debba conseguire soltanto all’esito di un’indagine epidemiologica sulla popolazione dell’area interessata che deve essere condotta su dati più recenti e ad esclusiva cura degli organismi pubblici a ciò competenti.”

“Anche tutta l’istruttoria relativa allecondizioni del Canale Solmine va rifatta e (deve essere) considerata inadeguatastante la rilevata concentrazione ab origine di PCDD e PCDF….nonchéle parimenti rilevate concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici in misura comunque superiori a quelle consentite. C’è, cioè, la “la necessità del rifacimento dell’istruttoria relativa alle condizionidel corpo idrico medesimo, dovendoanche in tal caso dal fondamentale diritto alla salute di cui all’art. 32 Cost.discendere un’azione amministrativa che determiniil rilascio dell’A.I.A. solo in condizioni che ab origine rigorosamentesi accertino come prive di qualsivoglia pericolo per la salute umana,” ovvero non ulteriormente peggiorativi per effetto dell’impianto progettato.

La citazione per ben due volte, e nelle “prescrizioni”, dell’art.32 della Costituzione (La Repubblica tutela la salute come fondamentale dirittodell’individuo e interesse della collettività….) è l’applicazione di quel Principio di Precauzione che, tante volte invocato, la Provincia e gli enti preposti NON hanno mai applicato correttamente, barricandosi dietro statistica che è altra cosa rispetto all’epidemiologia.

Il Principio di Precauzione esprime un’esigenza tipicamente cautelare e consiste nella necessità di perseguire gli obiettivi della tutela della salute “anche quando manchi l’evidenza scientifica di un danno incombente”
Vale a dire quando non sussista interamente l’evidenzadi un collegamento causale tra una situazione potenzialmente dannosa e le conseguenze lesive sulla salute, o quando la conoscenza scientifica non sia comunque completa”.

Ecco, questa è la storia.
Penso che forse l’ex presidente dell’inutile Provincia di Grosseto, dopo questi schiaffi, avrebbe fatto meglio a chiudersi in un dignitoso silenzio invece di arrischiarsi in dichiarazioni senza riscontri, poco idonee e rispettose dell’operato dei giudici, sconcertanti specie da parte di una persona che vuole andare addirittura in Regione.
Di danni ne ha fatti già troppi…resti a lavoro.

Ubaldo Giardelli

#SAT, autostrada inutile pagata due volte

Ricevo da GEO Monterotondo e volentieri pubblico

Un’autostrada inutile, che sarà sottoutilizzata, eppure bisogna continuare a mungere i fondi pubblici per sovvenzionarla.

Tutto questo è la Sat, la Società Autostrada Tirrenica secondo le stesse parole del sottosegretario ai Trasporti che oggi ha risposto a un question time del M5S in Commissione Ambiente.

La Sat ha chiesto altri aiuti e il ministro Lupi aveva promesso che non sarebbero stati erogati («L’opera sarà interamente a carico die privati», aveva detto). Ma ecco che nel decreto Sblocca Italia spuntano altri 270 milioni per la Sat.

“Fondi necessari – ha ammesso il sottosegretario – per il crollo della domanda dei trasporti che rendono l’opera non abbastanza remunerativa per i privati”.

E così con gli ultimi 270 milioni siamo arrivati a circa un miliardo di fondi pubblici.

(Ma non doveva essere Project Financing? Ossia un investimento totalmente privato?)

«Il governo ammette che l’opera è inutile. Se non c’è domanda di trasporti perchè l’opera deve essere fatta a tutti i costi? – si chiede Samuele Segoni firmatario del question time – Per quanto ci riguarda è come se il Governo avesse dichiarato che non è qui per fare l’interesse dello Stato e della comunità, ma l’interesse dei soliti gruppi di potere che hanno lottizzato l’Italia e la stanno spolpando».

Sabato si riunirà il fronte No Sat a Capalbio: «Fronte che si è ampliato comprendendo i sindaci M5S, quelli Pd e molte liste civiche, a dimostrazione che il territorio non vuole l’opera. Che tra l’altro paga due volte: con le tasse e con i pedaggi».

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“Anatomia di una rivoluzione” di Giuseppe De Marzo

Appuntamento MARTEDI’ 16 aprile, ore 18 alla libreria BECARELLI (Viale Mameli 14/16, Siena) per la presentazione del libro “Anatomia di una Rivoluzione” di Giuseppe De Marzo

Anatomia di una Rivoluzione

Il libro affronta il tema della giustizia ambientale proponendo un nuovo paradigma di civilizzazione per la riconversione ecologica dell’economia, la riterritorializzazione delle attività, compatibili con l’ambiente e con l’equa distribuzione delle risorse.

Giuseppe De Marzo
Economista, giornalista, attivista e scrittore. Ha lavorato per dieci anni sul campo con i movimenti sociali latinoamericani al fianco delle popolazioni indigene e rurali. In Italia è attivo e lavora da anni nelle organizzazioni della società civile assieme a comitati, associazioni, centri di ricerca, sindacati. Tra i coordinatori della campagna referendaria 2011 per l’acqua pubblica e contro il nucleare, collabora con diverse testate giornalistiche tra cui «l’Unità», «il manifesto», «Latinoamerica», ed è membro del Forum di Politiche Economiche della Cgil. Fondatore e portavoce dell’associazione A Sud, è direttore del Cdca – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali e tra i fondatori di Rigas – Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale. È autore di testi e saggi, tra cui: Conflitti Ambientali (AA.VV. Ed. Ambiente, 2010), La Società dei Beni Comuni (AA.VV. Ediesse, 2010), Buen Vivir. Per una nuova democrazia della Terra (Ediesse, 2009), Cuba: orgoglio e pregiudizi (AA.VV. Achab, 2005), No global: da Seattle a Porto Alegre (Sheiwiller, 2002), Chi è fuori delira ’71 (Palomar, 1999).

Bomba d’acqua

È un termine un po’ abusato negli ultimi tempi, ma è davvero quello che ha colpito stamani il parabrezza della mia auto.
Stavo percorrendo la tangenziale di Siena ed ero in fase di sorpasso quando ho visto dall’altra parte della carreggiata alzarsi una gran quantità d’acqua e dopo pochi attimi la mia auto è stata sommersa dall’onda. Pochi decimi di secondo e i miei tergicristalli hanno ripristinato la visibilità, ma sono stati attimi davvero lunghi. Non è stata un’esperienza per niente piacevole, posso assicurarlo.
In quelle condizioni l’unica cosa da fare, credo, è stare calmi, proseguire la traiettoria già impostata e aspettare che tutto finisca. Ma certo potrebbe essere causa di incidente!!
Questo racconto, è solo per dire lo stato di abbandono in cui versa la Siena-Firenze.
Quello che dovrà fare la prossima giunta comunale è una politica dei trasporti finalmente seria e al adeguata alle necessità dei cittadini. Ora che finalmente l’aeroporto non è (dovrebbe?) più oggetto di investimenti da parte delle amministrazioni pubbliche, l’attenzione dovrebbe spostarsi sulle strade comunali, le strade di grande comunicazione e soprattutto sulla ferrovia. Quest’ultima è stata abbandonata per troppo tempo, è ora di entrare nel terzo millennio!

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Toppe per strada

Alcuni giorni fa parlavo del cantiere aperto sulla Siena-Firenze per riparare ad un pericoloso avvallamento. Quel cantiere è stato poi riaperto con una bella toppa sull’asfalto. E adesso là dove c’era l’avvallamento…. c’è ancora un avvallamento, ma certo questo è più lieve. In compenso ci sono due piccoli scalini all’inizio e alla fine della toppa. Non c’è che dire, un ottimo lavoro.

Mi sono sempre chiesto se c’è una sorta di garanzia sulle asfaltature fatte. Io sono convinto di no, perché non si spiegherebbe altrimenti il deterioramento rapido di molti tratti asfaltati recentemente. Evidentemente o i materiali erano scadenti o il lavoro è stato fatto in maniera superficiale.

In ogni caso, adesso un nuovo cantiere, molto più grande, è stato aperto sulla Siena-Firenze. In direzione nord, tra le uscite di Poggibonsi sud e Poggibonsi nord, stanno già cominciando a stendere il nuovo manto stradale, dopo aver grattato via il vecchio. In effetti c’era poco da grattar via, dato che praticamente era già sterrato.

Spero vivamente che dopo questo cantiere, i lavori si spostino verso Colle: sempre nella corsia nord, il tratto che precede l’uscita di Poggibonsi sud è ridotto veramente male tra buche e avvallamenti.

Fontanello di Sambuca

Da un po’ di tempo le aziende dell’acqua hanno cominciato ad installare fontanelli pubblici. Sono strutture in cui è in distribuzione gratuita la cosiddetta “acqua del sindaco”, che da qualche tempo si è scoperta essere migliore di qualunque bottiglia.
A me questa iniziativa piace molto! Anche perché riduce l’inquinamento oltre a farci risparmiare un po’ di soldi.
Per cui appena ho scoperto che vicino a dove lavoro c’è un fontanello mi sono armato di bottiglia vuota e mi sono incamminato. Al fontanello di Sambuca Val di Pesa però la triste scoperta: nessun cartello e nessuna goccia d’acqua!!
Un appello a Publiaqua a cui il fontanello è intestato: dacci l’acqua!!!

Conoscete altri fontanelli che non funzionano?

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