E chi li difende i 430 cassintegrati Eni?

Quello che voleva far fallire il referendum sulle trivelle per difendere i posti di lavoro (così diceva lui), poi dirà qualcosa sulla cassa integrazione di 430 persone in Basilicata?

C’è un’indagine della magistratura perché pare che ENI nell’impianto di Viggiano abbia inquinato più dei limiti di legge.
ENI ha fatto ricorso contro il sequestro dell’impianto e adesso ha avviato le procedure per mettere in cassa integrazione 430 persone. Avrà anche pensato di sospendere lo stipendio di coloro che sono indagati dalla magistratura? Ma no, siamo tutti garantisti! Quelli non sono colpevoli fintanto che non c’è una sentenza di terzo grado. E ci mancherebbe, siamo tutti garantisti, l’abbiamo detto. Ma alcuni lavoratori perdono parte del loro stipendio fin da subito.

E’ colpa della magistratura che indaga? Nel momento che sussiste il rischio che l’impianto oggetto di sequestro stia inquinando più dei limiti permessi (portando rischi alla salute delle persone che lavorano e vivono nella zona) la magistratura dovrebbe lasciar correre perché altrimenti rischiamo posti di lavoro? O non sarebbe il caso che lo Stato intervenisse per alleviare a quelle persone i costi dei danni provocati da altri? Ma se così fosse, perderemmo il ricatto implicito che avviene sempre in questi casi: cara magistratura lasciami inquinare quanto voglio e non rompere, o lascio a casa tutti i lavoratori.

Certamente Renzi non dirà mezza parola a favore dei cassintegrati. Se lo sentiremo parlare, ascolteremo parole dure contro i magistrati lucani che hanno osato sequestrare l’impianto!

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Cassa integrazione? “Non capisco qual è il problema”

Sergio Marchionne, amministratore de...

Quasi 2 anni di Cassa Integrazione, ma cosa vuoi che sia?

Stiamo installando le nuove linee per fare le nuove vetture. Continueremo a produrre la Punto. Non capisco qual è il problema” dice Marchionne (omniauto.it)

Forse il problema potrebbe essere che quei dipendenti dovranno rinunciare a parte del proprio stipendio. Forse dovranno ridurre le loro spese e contrarre ancora di più i consumi.

Ma qual’è il problema se 5.500 operai Fiat (perché di tanti si sta parlando!) a turno vedranno ridursi i loro stipendi all’80%. Certo Marchionne potrebbe rinunciare a una parte del suo grande stipendio senza fare alcuna rinuncia nel suo stile di vita, ma va beh…

foto: Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo FIAT
(Photo credit: Wikipedia)