02 agosto 2013 – Segnalazioni

33 anni fa la strage!

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33 anni fa la strage di Bologna, ce lo ricorda Caratteri Liberi, per il resto oggi si celebra anche lo Stato di Diritto, quello che ha confermato in Cassazione che le due sentenze del processo Mediaset erano giuste, quello che non si è piegato al volere di un miliardario che è stato Presidente del Consiglio di questo Stato, né al volere dell’attuale Presidente del Consiglio e di gran parte del Parlamento, né al volere del Presidente della Repubblica.

Celebriamo lo Stato di Diritto per il quale se una persona è colpevole di un reato, non conta quanti soldi abbia o quanto potere detenga, la giustizia è cieca e uguale per tutti.

L’uovo, la gallina e Casaleggio

“Vogliamo le prove” dice Vito Crimi (capogruppo al senato per il M5S) all’incontro con Bersani. Ciccio, sei in Parlamento, mica in un commissariato!

Ma poi come fa quel poveretto a darti le prove che voglia fare un governo di reale cambiamento se non gli fai fare il governo?

C’è di sicuro che non nascerà un governo di reale cambiamento se dovrà esserci l’accordo tra PD e PDL!

Comunque, rimane un dubbio che son sicuro Casaleggio potrà svelarci: ma è nato prima l’uovo o la gallina?

Dalla porcata… nella brace del premietto

Ma com’è che Calderoli, noto ai più per la legge elettorale definita da lui stesso Porcata, è l’unico che sforna ogni tanto leggi elettorali? Qualche giorno fa proponeva il “premietto progressivo” al primo partito:

se nessuno raggiunge il 40% dei voti, alla prima coalizione va il 15% dei seggi conseguiti se si stanzia tra il 25 e il 30% dei seggi; chi è tra il 30 e il 35% dei seggi vince il 20% di essi; tra il 35 e il 40% dei seggi viene assegnato un “premietto” del 25% di quelli vinti; oltre il 40 il premio è del 30% (che corrisponde grosso modo al 12,5% previsto dalla proposta Malan)

Oggi propone un premio massimo del 54% a tre scaglioni, così sviluppato:

a chi prende non meno del 30 per cento e non più del 35 per cento andrà un premio del 22.5 per cento; a chi prende più del 35 per cento e non più del 40 per cento andrà un bonus del  27.5 per cento; chi ottiene più del 40 per cento avrà un premio del 35 per cento. In questo ultimo caso il premio torna a essere un vero e proprio premio di governabilità.

Ma non c’è proprio nessun altro in Parlamento che potrebbe avanzare qualche proposta seria? Ma Calderoli non ha proprio nient’altro da fare che pensare alla Legge Elettorale, visti i precedenti!?

E poi ci sarebbe da ricordare che la legge elettorale dovrebbe definire le regole democratiche che valgono per tutti, non dovrebbe essere cambiata ad ogni elezione per aiutare o contrastare questa o quella vittoria/sconfitta!

La memoria corta

Il presidente della Camera Gianfranco Fini propone “un patto tra i partiti davanti agli italiani” per escludere dalle liste elettorali i rinviati a giudizio e i condannati in primo grado. [Da La Repubblica]

La memoria, si sa, a volte fa brutti scherzi… ma se non sbaglio fino a pochi mesi fa Fini andava a braccetto con Silviuccio e tutta la cricca di indagati che han portato in Parlamento. Magari avrà votato anche contro qualche richiesta d’autorizzazione a procedere, chissà… Di certo lui non se ne ricorda, o meglio cerca di farcelo dimenticare!

Eh, la memoria…

Perché la realtà è un’altra

Mentre gli autodefinitisi Democratici vanno a congresso con un Veltroni innervosito e ostile al governo, ormai deciso a fare un’opposizione dura, il nano, candidamente, dichiara “non c’è mai stata luna di miele con l’opposizione”. Ora speriamo che il governo ombra smetta di essere l’ombra del governo e cominci a fare qualcosa che assomigli ad un’opposizione. Ma… non mi illudo, li conosciamo da troppo tempo, e poi per fare un’opposizione dura, serve un duro oppositore che non risulta pervenuto in Parlamento.

Comunque, aveva ragione Benigni quando era in sé. Con tutte le volte che il nano giura sui suoi figli sorge il dubbio “di chi sono i figli di Berlusconi?”

Grillo populista

Grillo continua a far parlare di sè nei blog italiani. Alcuni si stupiscono per la reazione che il genovese ha avuto nei confronti della pubblicazione online dei redditi degli italiani. Perché stupirsi? Ma non l’avete ascoltato? O avete soltanto sentito uno che urlava di più degli altri e allora avete pensato “cazzo, questo urla più degli altri, deve aver ragione…”. Nel frattempo il genovese ha mutato in euro la vostra rabbia, e chissà quei 4 milioni di euro del 2005 quanto siano diventati oggi.

Altri gli rinfacciano di non aver fatto nulla di concreto e di aver rivolto le proprie urla verso il lato sbagliato del Parlamento. Ma davvero credevate che gliene fregasse qualcosa di avere un Parlamento pulito? Quello che gli interessa è di avere una platea piena e pagante e scodinzolante. E mi pare ci sia riuscito perfettamente.