Ottimisti in 3 mosse

L’Italia è ormai un paese che guarda con ottimismo al futuro.

Vuoi diventare anche tu un vero ottimista?

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Segui questi 3 semplicissimi passaggi:

1. Prendi l’ultima rilevazione Istat sui dati del lavoro

Dopo la crescita registrata negli ultimi tre mesi (+0,7%, pari a +166 mila occupati tra giugno e agosto), a settembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,2% (-36 mila). Su base annua l’occupazione cresce dello 0,9% (+192 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti. La stima dei disoccupati a settembre diminuisce dell’1,1% (-35 mila). Il tasso di disoccupazione, pari all’11,8%, cala di 0,1 punti percentuali, proseguendo il calo di luglio (-0,5 punti) e agosto (-0,1 punti). Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce dell’8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 1,0 punti.

2. Cerchia di rosso tutti i dati negativi che trovi

Dopo la crescita registrata negli ultimi tre mesi (+0,7%, pari a +166 mila occupati tra giugno e agosto), a settembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,2% (-36 mila). Su base annua l’occupazione cresce dello 0,9% (+192 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti. La stima dei disoccupati a settembre diminuisce dell’1,1% (-35 mila). Il tasso di disoccupazione, pari all’11,8%, cala di 0,1 punti percentuali, proseguendo il calo di luglio (-0,5 punti) e agosto (-0,1 punti). Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce dell’8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 1,0 punti.

3. Elimina quei brutti dati che non glorificano il tuo paese, aggiusta un po’ le frasi, butta là un po’ di umiltà e umanità, condisci con un pizzico di esaltazione alla (contro)riforma del lavoro, che ci sta sempre bene anche quando i dati dimostrano che non ha contribuito se non minimamente all’aumento di nuovi posti di lavoro…et voilà! Il discorso del perfetto renziano è pronto e la Pravda (ex La Repubblica) manda in stampa:

‘Ancora dati Istat positivi. Il Jobs act ha restituito credibilità a livello internazionale, ma soprattutto ha creato opportunità e posti di lavoro stabili’. Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in un post su Facebook commentando i dati pubblicati questa mattina dall’Istat. ‘Gli occupati a settembre 2015 – sottolinea Renzi – sono 192mila in più rispetto a settembre 2014 e +378mila dall’inizio del nostro governo, cioé rispetto a febbraio 2014. A settembre il tasso di disoccupazione scende all’11,8%, in particolare per le donne, mentre la disoccupazione giovanile cala al 40,5% e aumentano i contratti stabili. Molto da fare, ancora. Ma non dimentichiamo che eravamo sopra al 13% di disoccupazione a livello generale e oltre il 46% per i giovani. Sono percentuali e numeri, certo, ma sono anche persone, vite, famiglie, destini’. ‘E’ la volta buona, l’Italia riparte’, conclud il premier.

La speranza, ovvio, è che le persone non notino che nell’ultimo anno siano stati creati, stando alle parole del fiorentino, tanti posti di lavoro quanti nei precedenti 7 mesi:

  • se da settembre 2014 a settembre 2015 sono stati creati 192mila posti
  • e da febbraio 2014 a settembre 2015 i posti creati sono stati 378mila
  • vuol dire che da febbraio 2014 a agosto 2014 (7 mesi) sono stati creati 189mila posti
  • quindi senza il JobsAct, senza la decontribuzione dei nuovi assunti, senza il QE di Draghi, senza la famosa ripartenza (per chi l’ha vista, eh!), l’economia italiana creava più posti di lavoro di adesso.
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L’attacco del governo Renzi ai diritti dei lavoratori

dal Comitato Senese l’Altra Europa

Il Jobs Act del Governo Renzi è l’ultimo atto di una serie di leggi sul lavoro che hanno reso precario il lavoro e la vita di milioni di persone, gettando nell’insicurezza ai limiti della disperazione molti lavoratori e gran parte delle giovani generazioni.

VENERDÌ 7 NOVEMBRE
ore 21:00
Palazzo Patrizi – via di Città 75

Ne parleremo con:
Giovanni Orlandini – Professore di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Siena

Sono stati invitati ad esprimere il loro punto di vista dirigenti ed RSU aziendali di sindacati confederali e di base e realtà giovanili impegnate sul tema della precarietà.

Più informazioni

Volantino Jobs Act – 7 novembre

21 maggio 2013 – Segnalazioni

Comunicato Stampa del Comitato Referendario

Venerdì 12 ottobre alle ore 10.30 nella Sala dell’Aurora del Palazzo del Governo – Provincia di Siena – Piazza Duomo 6, si svolgerà una Conferenza Stampa indetta dal Comitato promotore provinciale per annunciare l’avvio, anche nella Provincia di Siena, della campagna per i referendum indetti sui due seguenti temi:

a) referendum abrogativo dell’art. 8 L.138/2011. L’articolo 8 della Finanziaria Berlusconi dello scorso agosto 2011 consente ai contratti aziendali (o territoriali) di derogare non solo ai contratti collettivi nazionali, ma a tutte le norme che regolano il lavoro;

b) referendum per il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (L300\70).

All’iniziativa parteciperanno i componenti del Comitato Referendario i quali annunceranno anche le iniziative che si andranno a svolgere durante la campagna referendaria.

Cordiali saluti
Il Comitato Referendario

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Annuncio importante

Buongiorno, mi scuso per l’ora giovane, ma devo fare un annuncio importante: sono andato a correre… Tranquilli mi son già fatto la doccia, per cui non puzzo più! ..ammesso che annusando il monitor si potesse sentire il puzzo!
Com’è successo? Non riesco neanche io ancora a capacitarmene, è solo che qui tutti vanno a correre e mi son riproposto diverse volte di svegliarmi presto (ore 6) e andare a correre anche io prima di andare a lavoro, ma (per fortuna) ancora non ero riuscito a svegliarmi. Stamani il dramma: alle 5.50 ho guardato curioso l’ora e … la mia coscienza ha fatto il resto! (Appena la becco, gli faccio una ripassata a questa coscienza!)
Comunque vorrei tranquillizzare i grammi di grasso e le loro famiglie, convinte di avere ormai un posto fisso… li riassumerò al più presto, e anzi ci sarò un posto di lavoro sicuro anche per tanti altri!!

Tutti a chiedermi “come stai”

Mia sorella, gli amici, mia mamma. Tutti a chiedermi come sto e a rimanerci male se mi limito a rispondere “come al solito” o glisso direttamente. Ma che gli dico? Non lo so più. Gli dico che questa domanda mi da fastidio e sarebbe meglio per un po’ non sentirla? Anche perché la risposta è la solita. E non c’è la minima ragione perché la risposta sia cambiata dall’ultima volta.

Ad una domanda del genere, io credo, si risponde a seconda del proprio umore in quel momento. Non c’è altro indicatore vero dell’andamento della propria vita. Già perché gli eventi, alla fine, sono neutri. Non sono né positivi né negativi, dipende dalla persona e dal momento in cui è immersa. Ci son dei momenti in cui la minima cosa positiva ti sembra sia un terno al lotto. In altri non la vedi neanche. Ieri per esempio, ho preso l’autobus delle 17.30 (per il successivo avrei dovuto aspettare 40 minuti!) al volo. Dovrebbe essere una cosa positiva, niente da fare… l’autista non sapeva guidare, le poltroncine erano particolarmente scomode, l’aria condizionata non funzionava e seduti sulle poltroncine davanti a me c’erano due fascisti grinzosi che non son stati zitti un attimo (alla fine si son scambiati due capolavori di quotidiani: Libero e il Giornale…).

Ma l’umore come si forma? Dipende dall’umore del giorno precedente e dipende da quello che ti succede durante la giornata e dalle aspettative per il futuro, io credo.

Ora, in una situazione in cui la sfera sentimentale non va, la sfera lavorativa è una noia mortale e la piccola soddisfazione che speravo di prendermi me la sto vedendo sfumare giorno dopo giorno, il riposo notturno non esiste perché non ne ho il tempo, 3/4 ore al giorno le passo sui pullman, quale sarà la risposta alla domanda “come stai?”?