L’unità della sinistra, serve il dialogo

Il mio personale punto di vista rispetto al commento a queste elezioni espresso da Nichi Vendola su Aprileonline, l’ho espresso in un commento su Il blog Senza Nome.

Ecco qui il commento:

Tutto giusto, o quasi. Manca solo un aspetto: dialogo a sinistra.

L’unità della sinistra è quello che chiede l’elettorato. Un’unità che non sia un tentativo di sommatoria di realtà, ma una nuova realtà, senza tentativi di rendite di posizione, o altro.

Potrei dire che la lista di PRC e PdCI ha vinto la competizione con SL, ma sarebbe una cosa ben fatua. La realtà, invece, credo sia che gli elettori non hanno premiato nessuno dei due, perché le due liste devono ora tentare un percorso difficile: l’unità della sinistra.

Quindi il dialogo tra SL, PRC, PdCI, PCL, SC è necessario, oltre che auspicabile.

Il problema maggiore, secondo me, è il risentimento che c’è tra i vari partiti. Ma più che tra i suoi elettori, proprio nelle dirigenze. Voglio dire che con queste dirigenze sarà molto difficile arrivare ad un’unità. Abbiamo bisogno di volti davvero nuovi.

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L’abdicazione della sinistra

E’ evidente. La destra ha vinto il confronto culturale con la sinistra. Ha obbligato a scendere tutti sul piano della sicurezza ed ora le è facile far passare l’idea che tutti i problemi italiani siano causati da 5 rom, 4 gay e 6 marocchini. La sinistra, o almeno qualche pezzo, c’è cascata completamente. Ha accettato il confronto, abbandonando completamente altre questioni ben più serie. Ci sono i morti sul lavoro che ogni giorno chiedono maggiore sicurezza. Ci sono famiglie sempre più povere a cui non basta il taglio di 100 euro l’anno di ici per arrivare con lo stipendio alla fine del mese. Ci sono ragazzi che aspettano un lavoro sicuro per poter finalmente cominciare la propria vita affrancandosi dal cordone ombelicale dei genitori. Ci sono sempre più giovani che si infognano nei meandri delle droghe. C’è una formazione scolastica che si è data latitante da troppo tempo.

La sinistra, o quel pezzettino che viene rappresentata in parlamento, ha abdicato a qualsiasi lotta. A qualsiasi tentativo di risoluzione dei veri problemi. Tutto si gioca sulla pelle di 10 disgraziati e quando quei 10 saranno finiti in carcere a chi toccherà? Troveranno altri 10 disgraziati, poi altri 10, poi altri 10. Fin quando toccherà a me, te, a tutti noi.

State attenti ad abdicare, a lasciare che altri decidano per voi quali siano le priorità!

Sempre più spesso parlando con i miei amici li vedo convinti che tutto il male italiano risieda nei rom. Persone intelligenti, che hanno studiato, si son fatte infinocchiare così. E son convinti, mi portano degli esempi. “Eh, quando poi vengono a rubare in casa tua, ne riparliamo!” Ma non è un discorso di lasciare liberi tutti i delinquenti immigrati. E’ un discorso di rispettare la dignità delle persone. Di aiutare le persone a farsi una vita decente. Di ridurre la criminalità totale, che sia italiana, comunitaria o extra-comunitaria. “Eh, la maggior parte dei rom sono ladri”, e allora la maggior parte degli italiani son mafiosi! Ma che cavolo vuol dire “la maggior parte dei rom sono ladri”. Ci sono statistiche in tal senso? Ma poi, anche fosse così, un paese che si definisce avanzato, civile, può permettere che persone oneste siano cacciate, maltrattate, uccise perché accomunate ad altre disoneste?

Se qualcuno viene a rubare in casa mia non mi interessa la sua nazionalità, mi interessa recuperare i beni trafugati e che quella persona paghi per ciò che ha fatto. Che sia italiano, rom o altro non mi interessa. Il risultato che ottengo se vengo derubato è lo stesso sia nel caso in cui il ladro sia rom sia nel caso in cui sia italiano o di altra nazionalità. Sempre che mi han rubato qualcosa.

Capisco perfettamente le ragioni del governo. Focalizzano l’attenzione delle persone sui rom così possono agire indisturbati, ottenendo anche l’effetto collaterale di ingolfare ulteriormente la giustizia, molto utile per qualcuno che ha pendente sulla testa qualche avviso di garanzia. Capisco pure che la fascia di persone culturalmente meno preparate abbocchino a queste minchiate facilmente. Ma non accetto che persone che hanno studiato, che han raggiunto un livello culturale molto avanzato, abdichino il proprio cervello così.

Un po’ d’orgoglio

Ormai da anni abito a Siena, ma sono originario di un piccolo paesino disperso sulle colline Metallifere in provincia di Grosseto, Monterotondo Marittimo. Nel lontano 1996 Liberazione lo segnalò come il paese più rosso, Rifondazione aveva raccolto il 27% dei voti.

Concedetemi allora un po’ d’orgoglio segnalando che a Monterotondo la Sinistra – l’Arcobaleno ha raggiunto il 12,684 %. Son d’accordo con voi, la Sinistra doveva raggiungere questo risultato in tutta Italia…

Oggi come nel 2001 è colpa della sinistra?

No, basta, non se ne può più! Ancora come nel 2001? Ancora una volta la sconfitta dei cosiddetti riformisti è colpa della sinistra? Nel 2001 Nanni Moretti, oggi Pino Corrias nel suo post.

Ma guardare un po’ nel proprio orticello? Eh, certo che è più facile addossare la colpa della sconfitta ad altri, invece di ricercare le motivazioni per cui il PD non ha sfondato al centro, ovvero il mercato elettorale che voleva conquistare.

La Sinistra ha preso una batosta esagerata, dovrà ripensare tutto, e il suo leader ha preso l’ottima decisione di dimettersi. Il PD ha perso, il suo leader avrà lo stesso coraggio? Io scommetto di no.

Così come nel 2001 la presentazione di Rutelli come leader era ridicola, altrettanto oggi Veltroni era ridicolo nel suo tentativo di far passare per nuovo quello che di più vecchio non si poteva presentare. Un partito asservito al Vaticano, alla Confindustria, ai poteri forti.

Oggi come nel 2001 è facile dare la colpa a chi non si è voluto come alleato. Così com’è facile dire che il primo governo Prodi cadde perché Rifondazione tolse la fiducia, senza ricordare che quel governo Prodi era un governo di minoranza che si reggeva col sostegno esterno del PRC, che quindi non faceva parte del governo.

Cari commentatori politici siete veramente stancanti nella vostra faziosità.

Più comunista di te

Bene. Un grazie ai quattro partiti di sinistra (SA, SC, PCL, PAC). Complimenti, abbiamo verificato tutti insieme quanto da soli non contiamo nulla. Sarà venuto il momento di smettere di giocare all’infantile “io son più comunista di te!”? Secondo me sì. E sarebbe venuto il momento di smettere anche l’ipocrita frase “non siamo una forza di governo”. Se non si è forza di governo è inutile presentarsi alle elezioni, è meglio andare subito a raccogliere le armi e fare la rivoluzione, ma sappiamo tutti perfettamente che la rivoluzione in Italia non c’è stata quando c’era “il grande partito Comunista”, figuriamosi oggi. E allora quella frase è pura ipocrisia, non si è forza di governo ma si cerca di vincere le elezioni.

Basta, ve lo chiedo seriamente, adesso basta. La sinistra non era mai stata sconfitta così, è venuta l’ora di riunirsi tutti, seriamente, e ripresentarsi alle prossime elezioni con un progetto veramente rivoluzionario.

Intanto un esercizio da praticare tutti: la mattina appena svegli davanti allo specchio ripetere 10 volte “il mio vicino di casa non è mio nemico”