Condividere al tempo del PD

A volte le parole non han lo stesso significato per tutti. E così a Siena, mentre alcuni partiti (SEL, Riformisti, Siena Cambia e Noi) organizzavano una riunione per trovare una candidatura condivisa per il cosiddetto centrosinistra (o almeno quel che ne resta), il PD “condivideva” la sua scelta per la candidatura a sindaco.

Da una parte si chiedeva da settimane (da quando Ceccuzzi si è ritirato) un incontro tra tutte le forze che avevano già sostenuto la fallimentare amministrazione di Ceccuzzi per giungere allo svolgimento di primarie aperte, dall’altra (come del resto in molti già sospettavano) si perdeva tempo per arrivare a definire la candidatura senza passare dalle primarie. E il tempo è ormai prossimo a scadenza.

Adesso cosa farà SEL? Avrebbe davanti a sé varie opzioni: sostenere come sempre il PD, concorrere alle elezioni con un proprio candidato o scegliere, tra quelli già in campo, il candidato (o meglio la candidata) che più rappresenta la cesura con un passato disastroso. Il nome di questa candidata è ben conosciuto da tutta la città: Laura Vigni.

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ALBA – Costruire l’alternativa fuori dall’Agenda Monti

Ricevo e volentieri pubblico:

ALBA – Costruire l’alternativa fuori dall’Agenda Monti, ancor di più dopo le Primarie

Le primarie di PD-SEL di domenica 25 novembre, a cui non abbiamo preso parte, hanno avuto una consistente partecipazione.

Il risultato scaturito ci rafforza nel giudizio espresso da mesi: l’alleanza PD-SEL non è lo spazio politico per costruire un’alternativa all’agenda Monti, come invece ha dichiarato di fare Vendola, ma lo spazio in cui possono affermarsi posizioni ultraliberiste alla Renzi.

Ad agosto abbiamo detto che la scelta di Vendola era pericolosa, in quanto legittimante sia l’agenda Monti che candidati come Renzi, e velleitaria: in un quadro programmatico così l’esito era scritto e destinato a rinchiuderlo nel recinto del PD. Così è stato.

Questi risultati, come già il consenso alle amministrative al Movimento 5 stelle o il deludente risultato siciliano dell’alleanza IDV-SEL-PRC, evidenziano un’estesa e forte protesta anti-apparato, che in questo caso ha premiato Renzi non casualmente proprio nelle regioni cosiddette “rosse” dove più forte è la struttura del PD.

Questi risultati rafforzano la necessità e la possibilità di lavorare, al di là dell’esito del ballottaggio, per costruire un’alternativa antiliberista che si nutra di proposte e di forme politiche altre, capaci di coniugare rappresentanza e partecipazione.

In questo progetto dobbiamo coinvolgere le tante persone che, non vedendo al momento alternative politiche in cui riconoscersi, domenica sono andate a votare alle primarie individuando in quell’appuntamento uno spazio in cui incidere, ma che con la carta di intenti Italia Bene Comune hanno ben poco da spartire.

Un impegno che ALBA traduce nel suo sostegno attivo alla campagna Cambiare si può, noi ci siamo – www.cambiaresipuo.net (campagna finalizzata ad una presenza elettorale alternativa, sia all’alleanza Pd-SeL, sia al Movimento 5 stelle) e, nel più lungo periodo, nel percorso per un soggetto politico nuovo, che renda possibile una risposta non populista alla crisi dei partiti.

ALBA – Comitato operativo nazionale