Il MoVimento5Stelle non rispetta la licenza Creative Commons

Scrive su Facebook la lista L’Altra Europa con Tsipras:

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Ieri un nostro video caricato su Youtube è stato preso dall’onorevole del MoVimento 5 stelle Carlo Sibilia, modificato per farlo sembrare uno spot di M5S (con tanto di lancio su Twitter in questo senso) e ricaricato su Youtube.

Il nostro video è distribuito con una licenza creative commons che ne prevede il riuso e l’attribuzione, oltre alla diffusione con identica licenza. Se correttamente utilizzata, il video di Sibilia avrebbe dovuto riportare un chiaro riferimento all’originale e non avrebbe dovuto essere rilasciato con la licenza standard di youtube.

Poiché le condizioni d’uso della licenza non sono state rispettate abbiamo ritenuto doveroso segnalarne la violazione a Youtube che ha accolto il nostro reclamo e rimosso il video.

Crediamo sia importante difendere un’idea diversa di diritto d’autore, non solo usando licenze diverse dal copyright, ma anche rispettandole e chiedendone il rispetto.

La vicenda dimostra chi è veramente attento al tema dei diritti digitali e promuove l’adozione di licenze aperte e chi invece vuole soltanto cavalcare un’onda.

Il video originale è visibile a questo indirizzo: Censura sul Comitato Senese L’Altra Europa con Tsipras

Il video copiato e modificato dal Movimento5Stelle è invece visibile sulle pagine de Il Corriere della Sera

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Contradictionis cum quinque stellae

Cosa succede se neanche di fronte a dichiarazioni assurde e indecenti le persone non si fan prendere dal dubbio, ma difendono tutto, a spada tratta? “Beh, ma in fondo qualcosa di buono l’avrà pure fatto il fascismo” Solo perché una neo-deputata pentastellata ha fatto una dichiarazione. Una dichiarazione molto simile a tante fatte da Berlusconi (lo so, avevo promesso che non ne avrei più parlato, ma in effetti non parlo di lui…). Con la differenza che quando questi affermava la differenza tra fascismo buono e fascismo cattivo, arrivavano commenti negativi anche da parte di chi oggi difende la Lombardi.

Quando ero piccolo segretario del PCI era Alessandro Natta e il mio babbo mi raccontava questa barzelletta: «Il figlio chiede al suo babbo: “Babbo, ma è vero che i coccodrolli volano?” e il babbo: “Ma no, ma chi te l’ha detta una cosa così?” – “Ma l’ha detto Natta!!” e il babbo: “Volano?! Volare proprio, forse no… Beh, ma… volicchiano!”»

Ma il PCI, allora, era altro rispetto al MoVimento. C’erano le ideologie, esistevano ancora la destra e la sinistra, c’era una certa sacralità della politica, almeno a sinistra. E comunque già, da sinistra, si prendeva in giro questo modo italiano di venerare le persone. Farebbe bene, ai grillini, un po’ di senso critico.

Il ricatto democratico

2010/11/03 at 21:17 ; Antonio Ingroia

E finalmente arrivò il ricatto.

Fra il centrosinistra e Ingroia tuttavia, aggiunge Franceschini, “non ci sarà nessuna desistenza. Però chi toglie voti al campo dei progressisti rischia, anche involontariamente, di far vincere la destra. A questo punto è la lista di Ingroia che deve scegliere se fare un atto di responsabilità nei confronti del paese. Desistenza significa patti, scambi, non c’è niente di tutto questo” [da Repubblica.it]

Come a dire: Ingroia e la sua lista non vengano a chiedere poltrone in Senato, noi non gliele daremo e se perderemo i premi di maggioranza nelle regioni più popolose (Lombardia, Campani e Sicilia) sarà ovviamente colpa loro. Poi, naturalmente, se Ingroia non si candidasse in quelle regioni e noi avessimo la maggioranza anche al Senato, non riceveranno né grazie né tanto meno una politica più vicina alle istanze portate avanti da Rivoluzione Civile.

Insomma, quelli del PD vorrebbero “la botte piena e la moglie ubriaca”, una sorta di desistenza unilaterale, contando poi sul fatto che i potenziali elettori di Rivoluzione Civile si riverserebbero in toto sul loro simbolo. Ipotesi tutt’altro che reale: chi si è avvicinato a Rivoluzione Civile non ne può più del PD e senza la presenza della lista, di certo non convergerebbe il voto su Bersani, molto più facilmente non voterebbe o si tufferebbe sul movimento di Grillo.

E’ la nuova versione del sempre-verde “voto utile“, che ribattezzerei ricatto democratico. Ma nessuno si chiede mai per chi questo voto deve essere utile? Il voto è un diritto di ognuno, lo sancisce la costituzione. Quindi il cittadino lo esercita rispettando le proprie convinzioni e interessi, perciò il voto è utile a se stesso in primis, perché esercitandolo cerca di ottenere una politica più vicina al proprio pensiero. Quindi c’è da chiedersi, è utile ad un operaio, ad un disoccupato, ad un “quarto stato” concedere il proprio voto al PD, se i democratici hanno più volte confermato che non ci sarà un’inversione di rotta? La risposta io non credo che sia positiva.

All’Alba vincerò

Devo dire che a me Bersani piace. Certo, da solo, senza quella marea di m….materia grigia che lo circonda e lo avvolge. Ma come si fa a dire di aver vinto “senza se e senza ma“, se l’unico candidato del PD tra le città importanti ha perso tutto il vantaggio che aveva al primo turno? Si dirà che il M5S ha raccolto i voti della destra e, aggiungo io, quei voti avranno un costo, ma Bernazzoli al secondo turno ha perso anche circa 600 elettori, non che gli sarebbero bastati, ma questo dimostra che il candidato non aveva certo emozionato il proprio elettorato. Quindi dov’è la vittoria? Può ben dire di aver perso meno consenso della destra, ma certo non di aver vinto. Tra l’altro nel giorno in cui si celebra a Siena la definitiva rottura tra ex-DS e ex-Margherita con le dimissioni del sindaco Ceccuzzi. Anche lui candidato senza primarie,  spacciatosi per volto nuovo, ma fino al giorno prima comodamente seduto in Parlamento, dal quale (unica vera novità del personaggio) si era dimesso all’indomani della vittoria a Siena.

Intanto Alba – Soggetto Politico Nuovo si sta strutturando e ha pubblicato il proprio forum dove poter discutere e fare democrazia partecipata, in attesa di nuovi strumenti ancora migliori.