Han vinto tutti

Come al solito, tutti vincitori. Monti è soddisfatto perché in 50 giorni e perché partivano da zero (il contributo di UDC e FLI non si conta?). Berlusconi ha fatto una rimonta clamorosa, per cui è soddisfatto. Bersani ha vinto alla camera, il 55% dei seggi a fronte di circa il 30% dei voti, mica male!

Beh, Ingroia forse ha perso, ma colpa del PD…mai che sia colpa propria. Forse avessero ascoltato il movimento che stava nascendo intorno a Cambiare si può poteva andare diversamente.

A Maroni tanto basta la Lombardia,  che gli frega dell’Italia. E Grillo, beh, può ben dire di aver vinto.

Annunci

Il ricatto democratico

2010/11/03 at 21:17 ; Antonio Ingroia

E finalmente arrivò il ricatto.

Fra il centrosinistra e Ingroia tuttavia, aggiunge Franceschini, “non ci sarà nessuna desistenza. Però chi toglie voti al campo dei progressisti rischia, anche involontariamente, di far vincere la destra. A questo punto è la lista di Ingroia che deve scegliere se fare un atto di responsabilità nei confronti del paese. Desistenza significa patti, scambi, non c’è niente di tutto questo” [da Repubblica.it]

Come a dire: Ingroia e la sua lista non vengano a chiedere poltrone in Senato, noi non gliele daremo e se perderemo i premi di maggioranza nelle regioni più popolose (Lombardia, Campani e Sicilia) sarà ovviamente colpa loro. Poi, naturalmente, se Ingroia non si candidasse in quelle regioni e noi avessimo la maggioranza anche al Senato, non riceveranno né grazie né tanto meno una politica più vicina alle istanze portate avanti da Rivoluzione Civile.

Insomma, quelli del PD vorrebbero “la botte piena e la moglie ubriaca”, una sorta di desistenza unilaterale, contando poi sul fatto che i potenziali elettori di Rivoluzione Civile si riverserebbero in toto sul loro simbolo. Ipotesi tutt’altro che reale: chi si è avvicinato a Rivoluzione Civile non ne può più del PD e senza la presenza della lista, di certo non convergerebbe il voto su Bersani, molto più facilmente non voterebbe o si tufferebbe sul movimento di Grillo.

E’ la nuova versione del sempre-verde “voto utile“, che ribattezzerei ricatto democratico. Ma nessuno si chiede mai per chi questo voto deve essere utile? Il voto è un diritto di ognuno, lo sancisce la costituzione. Quindi il cittadino lo esercita rispettando le proprie convinzioni e interessi, perciò il voto è utile a se stesso in primis, perché esercitandolo cerca di ottenere una politica più vicina al proprio pensiero. Quindi c’è da chiedersi, è utile ad un operaio, ad un disoccupato, ad un “quarto stato” concedere il proprio voto al PD, se i democratici hanno più volte confermato che non ci sarà un’inversione di rotta? La risposta io non credo che sia positiva.