La religione e l’altro

La questione del Burka non è di facile soluzione. Burka sì o Burka no?

Si dice che si vuol liberare le donne, che le si vuole restituire la dignità perduta a causa proprio del Burka. Ma ci interessiamo veramente a loro? Vogliono essere liberate? Siamo sicuri che sia la nostra cultura più libertaria verso la donna? Una cultura in cui la donna deve prostituirsi per fare carriera in politica o deve spogliarsi in tv!

La Chiesa Cattolica in fondo ha sempre accusato la donna di esser colpevole

In Francia è stato vietato. E se in un paese arabo vietassero la Croce Cristiana? Mi si risponderà che la croce non nasconde il volto. Certo, ma è un simbolo religioso come il Burka.

Non so, forse ci dovrebbe essere un po’ più di delicatezza quando si affrontano temi di questo tipo. Magari bisognerebbe capire che, soprattutto nel campo della religione, si rischia sempre di offendere l’altro. E questo porta inevitabilmente a scontri inter-religiosi, come da sempre avviene. Da ogni parte si è sempre inneggiato alla Guerra Santa! Da ogni parte! E’ insito nell’essere religiosi pensare che soltanto noi si ha ragione e l’altro, magari gli facciamo il favore di rispettarlo, ma sbaglia, perché crede nel dio sbagliato.

Io sono abituato a farmi qualche domanda. Non so voi!

Un altro interessante post è qui.

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Ramadan

In auto stavo ascoltando, sulle frequenze di Radio 1, il telegiornale regionale. Il lancio della notizia: “Anche in Toscana è iniziato il Ramadan”… Qual’è la notizia? Anche se ogni anno, inizia in data diversa (per il calendario “occidentale”) a causa di un diverso numero di giorni, il Ramadan inizierà per tutti i musulmani lo stesso giorno, immagino!

Perché stupirsi della notizia? Casomai stupiamoci per la cronista…

E se vincesse il miscredente?

In Turchia sta per iniziare un nuovo reality: 4 guide spirituali (un prete ortodosso, un imam, un rabbino e un monaco tibetano) cercheranno di convertire 10 atei

E se invece a convertirsi fosse proprio una delle guide spirituali? Se vivessero una crisi della propria fede, facilmente motivabile pensando semplicemente a quanti morti hanno provocato quelle religioni… Non sarebbe più divertente?

Scuole

E mentre i tetti van giù
i finanziamenti pubblici
per le scuole private
subito tornan su..

E qui si vede la tanto dichiarata (e poco applicata) carità cristiana. Appena c’è stato il pericolo che venisse intaccato il privilegio del finanziamento pubblico alle scuole private, subito la CEI ha fatto la voce grossa e tutto è tornato come prima. Lo stesso non dicasi della situazione della scuola pubblica. Non son bastate occupazioni, manifestazioni in piazza, tetti di scuola crollati per far tornare sui suoi propri passi il governo e la “ministra a punti” Gelmini.

Non abbiam sentito la voce della CEI quando il tetto della scuola di Rivoli è crollato sotto il peso dei tagli del governo. “Fatalità” che ha provocato un morto, è bene ricordarlo!

Peggio, il Vaticano ha dato prova di carità cristiana osteggiando la proposta del governo francese sulla depenalizzazione universale dell’omosessualità.

Di più, il Vaticano ha dato ancora prova di carità cristiana rifiutando di firmare la Convenzione Onu sui diritti dei disabili.

Betori abbandona la sua fede

A parte chiedersi come mai una non-notizia come questa finisca in prima pagina della versione web del Corriere, la dice lunga in merito alla serietà e all’ipocrisia del personaggio.

Il nuovo monsignore di Firenze, tale Giuseppe Betori, si sacrifica e abbandona la sua Fede bianconera per sposare quella viola!

Questo dimostra che cosa voglia dire per certe persone la parola “rispetto”: “io ti rispetto se ti converti al mio pensiero”. E’ questo il rispetto che vogliono concedere alle altre confessioni religiose, a chi la pensa in maniera diversa da loro.

Fatima

Il viaggio in Spagna e Portogallo (di cui presto arriverà il resoconto) mi ha accompagnato in uno dei templi dell’ipocrisia cattolica. Fatima è un mercato a cielo aperto (mi pare che qualcuno cacciò i mercanti dal tempio… mah!). Una spianata enorme si stende tra la vecchia chiesa e la nuova (un palazzetto dello sport, tondo!)

La spianata di fronte al Santuario di Fatima

Sulla destra della foto, potete vedere il corridoio su cui persone con davvero poco senso del ridicolo fanno la loro penitenza… La penitenza, nell’accezione religiosa, dovrebbe essere qualcosa di doloroso. O meglio, va bene anche che non sia doloroso, ma di certo non una buffonata. Questa serie di devoti percorrono questo corridoio in ginocchio… muniti di paraginocchi o di straccio su cui scivolare. Magari non so cogliere io il grande coraggio, la grande devozione che sta dietro a questi gesti, ma se io fossi dio… come minimo mi farei una grassa risata a vedere ‘sta gente.

Nei negozini a contorno del Santuario si vende di tutto, in particolar modo delle statuette di tutte le misure della Madonna di Fatima, anche (dovrei forse dire, soprattutto) fosforescenti! …e con questo han superato ogni limite al buon gusto!