L’Altra Europa si ritrova a cena

Ricevo dal Comitato Senese L’Altra Europa

Cena a Sorpresa

Sabato 13 settembre alle ore 20
cena di finanziamento
al circolo Arci di Ginestreto
con menu a sorpresa

 

 

Per prenotarsi, telefonare a Andrea Borgna 0577.355554, 347.5410615 o scrivere a andrea.borgna50@gmail.com o a sienapertsipras@gmail.com

Contributo minimo a persona: 10€

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/494919490610632/

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L’Europa al Bivio – Manifesto per le elezioni europee con Alexis Tsipras

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli, Guido Viale *
da www.albasoggettopoliticonuovo.it/2014/01/leuropa-al-bivio-manifesto-per-le-elezioni-europee/

L’Europa al bivio

L’Europa è a un bivio, i suoi cittadini devono riprendersela. Dicono i cultori dell’immobilità che sono solo due le risposte al male che in questi anni di crisi ha frantumato il progetto d’unità nato a Ventotene nell’ultima guerra, ha spento le speranze dei suoi popoli, ha risvegliato i nazionalismi e l’equilibrio fra potenze che la Comunità doveva abbattere. La prima risposta è di chi si compiace: passo dopo passo, con aggiustamenti minimi, l’Unione sta guarendo grazie alle terapie di austerità. La seconda risposta è catastrofista: una comunità solidale si è rivelata impossibile, urge riprendersi la sovranità monetaria sconsideratamente sacrificata e uscire dall’Euro. Noi siamo convinti che ambedue le risposte siano conservatrici, e proponiamo un’alternativa di tipo rivoluzionario. È nostra convinzione che la crisi non sia solo economica e finanziaria, ma essenzialmente politica e sociale. L’Euro non resisterà, se non diventa la moneta di un governo democratico sovranazionale e di politiche non calate dall’alto, ma discusse a approvate dalle donne e dagli uomini europei. È nostra convinzione che l’Europa debba restare l’orizzonte, perché gli Stati da soli non sono in grado di esercitare sovranità, a meno di chiudere le frontiere, far finta che l’economia-mondo non esista, impoverirsi sempre più. Solo attraverso l’Europa gli europei possono ridivenire padroni di sé.
Per questo facciamo nostre le proposte di Alexis Tsipras, leader del partito unitario greco Syriza, e nelle elezioni europee del 25 maggio lo indichiamo come nostro candidato alla presidenza della Commissione Europea. Il suo paese, la Grecia, è stato utilizzato come cavia durante la crisi ed è stato messo a terra: in quanto tale è nostro portabandiera. Tsipras ha detto che l’Europa, se vuol sopravvivere, deve cambiare fondamentalmente. Deve darsi i mezzi finanziari per un piano Marshall dell’Unione, che crei posti di lavoro con comuni piani di investimento e colmi il divario tra l’Europa che ce la fa e l’Europa che non ce la fa, offrendo sostegno a quest’ultima. Deve divenire unione politica, dunque darsi una nuova Costituzione: scritta non più dai governi ma dal suo Parlamento, dopo un’ampia consultazione di tutte le organizzazioni associative e di base presenti nei paesi europei.
Deve respingere il fiscal compact che oggi punisce il Sud Europa considerandolo peccatore e addestrandolo alla sudditanza, e che domani punirà, probabilmente, anche i paesi che si sentono più forti. Al centro di tutto, deve mettere il superamento della disuguaglianza, lo stato di diritto, la comune difesa di un patrimonio culturale e artistico che l’Italia ha malridotto e maltrattato per troppo tempo. La Banca centrale europea dovrà avere poteri simili a quelli esercitati dalla Banca d’Inghilterra o dalla FED, garantendo non solo prezzi stabili ma lo sviluppo del reddito e dell’occupazione, la salvaguardia dell’ambiente, della cultura, delle autonomie locali e dei servizi sociali, e divenendo prestatrice di ultima istanza in tempi di recessione. Non dimentichiamo che la Comunità nacque per debellare le dittature e la povertà. Le due cose andavano insieme allora, e di nuovo oggi.
Oggi abbiamo di fronte una grande questione ambientale di dimensioni planetarie, che può travolgere tutti i popoli, e un insieme di politiche tese a svalutare il lavoro, mentre una corretta politica ambientale può essere fonte di nuova occupazione, di redditi adeguati, di maggiore benessere e di riappropriazione dei beni comuni. È il motivo per cui contesteremo duramente il mito della crescita economica così come l’abbiamo fin qui conosciuta. Esigeremo investimenti su ricerca, energie rinnovabili, formazione, trasporti comuni, difesa del patrimonio culturale. Sappiamo che per una riconversione così vasta avremo bisogno di più, non di meno Europa.
Proprio come Tsipras dice riferendosi alla Grecia, in Italia tutto questo significa rimettere in questione due patti-capestro. Primo, il fiscal compact: il pareggio di bilancio che esso prescrive è entrato proditoriamente nella nostra costituzione, l’Europa non ce lo chiedeva, limitandosi a indicare sue «preferenze». Secondo, il patto di complicità che lega il nostro sistema politico cleptocratico alle domande dei mercati: chiediamo una politica di contrasto contro le mafie, il riciclaggio, l’evasione fiscale, la protezione e l’anonimato di capitali grigi, la corruzione, in un’Europa dove non sia più consentito opporre il segreto bancario alle indagini della magistratura. Significa infine difendere la Costituzione nata dalla Resistenza, e non violarne i principi base come suggerito dalla JP Morgan in un rapporto del 28 maggio 2013, cui i governanti italiani hanno assentito col loro silenzio. Significa metter fine ai morti nel Mediterraneo: i migranti non sono un peso ma il sale della crescita diversa che vogliamo. Significa darsi una politica estera, non più al rimorchio di un paese– gli Stati Uniti– che perde potenza ma non prepotenza. La pax americana produce guerre, caos, stati di sorveglianza. È ora di fondare una pax europea.
Le larghe intese, le rifiutiamo in Italia e in Europa: sono fatte per conservare l’esistente. Per questo diciamo no alla grande coalizione parlamentare che si prepara fra socialisti e democristiani europei, presentandoci alle elezioni di maggio con una piattaforma di sinistra alternativa e di rottura. Nostro scopo: un Parlamento costituente, che si divida fra immobilisti e innovatori. Siamo sicuri fin d’ora che gran parte dei cittadini voglia proprio questo: non l’Unione mal ricucita, non la fuga dall’Euro, ma un’altra Europa, rifatta alle radici. La chiediamo subito: il tempo è scaduto e la casa di tutti noi è in fiamme, anche se ognuno cercasse rifugio nella sua tana minuscola e illusoria.

L’Italia al bivio

Questo è l’orizzonte. A partire da qui avanziamo la proposta di dare vita in Italia a una lista che alle prossime elezioni europee faccia valere i principi e i programmi delineati.
Una lista promossa da movimenti e personalità della società civile, autonoma dagli apparati partitici, che sia una risposta radicale alla debolezza italiana. Una lista composta in coerenza con il programma, che candidi persone, anche con appartenenze partitiche, che non abbiano avuto incarichi elettivi e responsabilità di rilievo nell’ultimo decennio.
Una lista che sostiene Tsipras ma non fa parte del Partito della Sinistra Europea che lo ha espresso come candidato. I nostri eletti siederanno nell’europarlamento nel gruppo con Tsipras (GUE-Sinistra Unitaria europea). Una lista che potrà essere sostenuta, come nel referendum acqua, dal più grande insieme di realtà organizzate e che non si manterrà con i rimborsi elettorali.
Una lista che con Tsipras candidato mobiliti cittadine e cittadini verso un’Altra Europa.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli, Guido Viale

Nota

La lista per le elezioni europee a cui proponiamo di dar vita con questo documento sarà una lista di cittadinanza assolutamente autonoma, promossa da personalità della cultura, dell’arte e della scienza e da esponenti di comitati, associazioni, movimenti e organismi della società civile che ne condividono gli obiettivi e i contenuti, e che non verrà “negoziata” con alcun partito. Questo sia per segnare una netta discontinuità con il passato, sia per sottolineare la novità di questa proposta: l’adesione a questa lista elettorale non deve essere confusa con l’affiliazione ad alcuno dei partiti esistenti o in fieri e non ha alcuna pretesa identitaria.
Questa lista avrà un comitato di garanti formato tra i firmatari dell’appello, che non si candideranno. Avrà un comitato promotore, con compiti operativi.
Su questa base le realtà organizzate – come i partiti, o loro strutture, le associazioni politiche o culturali, i centri sociali – che vorranno sostenere questo progetto sono le benvenute e possono contribuire al suo successo anche presentando proposte di candidatura di propri iscritti, purché rispondenti alle caratteristiche indicate nell’appello. E potranno sostenere la lista, la raccolta delle firme e le attività connesse alla campagna elettorale, costituendosi in uno o più comitati di sostegno dotati della più ampia autonomia, seguendo il modello già adottato nella campagna per i referendum contro la privatizzazione dell’acqua e dei sevizi pubblici locali, modalità che ha garantito il successo in quella iniziativa referendaria.

Primo gruppo di adesioni

Mario Agostinelli, Andreina Albano, Gaetano Azzariti, Giuliana Beltrame, Alberto Burgio, Loris Campetti, Luca Casarini, Franco Chiarello, Giovanni Carrosio, Furio Colombo, Gildo Claps, Emmanuele Curti, Giorgio Dal Fiume, Marco D’Eramo, Tommaso Di Francesco, Monica Di Sisto, Andrea Di Stefano, Gianni Ferrara, Carlo Freccero, Francesco Garibaldo, Domenico Gattuso, Alfonso Gianni, Alessandro Gilioli, Paul Ginsborg, Fabio Grossi, Leo Gullotta, Monica Lanfranco, Teresa Masciopinto, Katia Mastantuono, Valerio Mastandrea, Antonio Mazzeo, Sandro Medici, Tomaso Montanari, Roberto Musacchio, Maso Notarianni, Giovanni Orlandini, Moni Ovadia, Giovanni Palombarini, Giorgio Parisi, Angela Pascucci, Emanuele Patti, Fulvio Perini, Tonino Perna, Paolo Pietrangeli, Nicoletta Pirotta, Felice Roberto Pizzuti, Gabriele Polo, Gianni Rinaldini, Tiziano Rinaldini, Umberto Romagnoli, Riccardo Rossi, Eddi Salzano, Antonia Sani, Andrea Segre, Patrizia Sentinelli, Stefano Sylos Labini, Anna Simone, Massimo Torelli, Giolì Vidigni.

Ne vogliamo discutere?

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Con il governo Letta è nato il governo Napolitano secondo: un governo politico del presidente, di larghe intese PD-PDL, in continuità con il governo Monti, frutto di un devastante mutamento di “regime politico”.

Diventa così più che mai evidente come, per il gruppo dirigente del PD, Berlusconi non sia mai stato un reale problema, mentre lo è per milioni di elettori.

Mai come oggi infatti questione democratica e questione sociale ed economica appaiono intimamente connesse, poiché è proprio la democrazia ad essere sempre più incompatibile con i diktat delle politiche liberiste europee.

Il Parlamento è messo fuori gioco sia per la crisi dei partiti, sia perché l’agenda Monti non deve subire intoppi: Napolitano risponde al “pilota automatico” della Troika europea.

Letta, membro della Trilateral e fondatore di Vedrò, è perfetto a questo scopo, con il PD come massimo garante del quadro.

E’ cancellato così anche l’esito delle elezioni, che conteneva un enorme domanda di cambiamento.

Questo stato di cose è accettabile da chi in questi anni si è mobilitato contro il berlusconismo? È accettabile per chi ha difeso la Costituzione da stravolgimenti autoritari nel referendum del 2006, per chi ha lottato per i beni comuni e i diritti sia nelle piazze che con il voto referendario e amministrativo del 2011?

Le mobilitazioni di queste ultime settimane in favore della candidatura Rodotà ci suggeriscono di no. C’è un’Italia che non può più aspettare e può mobilitarsi per tenere insieme lavoro, reddito, diritti e democrazia. E’ l’Italia che sarà il prossimo 18 maggio a Roma alla Manifestazione promossa dalla FIOM.

La fine di questo equivoco ventennale del centrosinistra è una grande occasione da cogliere per costruire, con gli strumenti della partecipazione, un’alternativa in nome della Costituzione.

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incontriamoci in ASSEMBLEA CITTADINA

GIOVEDÌ 16 MAGGIO

ALLE ORE 21.00

SALETTA CNA
COLLE VAL D’ELSA

VIA DELLO SPUNTONE, N.8

www.soggettopoliticonuovo.italbasiena.blogspot.com

Partecipazione, per piacere

Ricevo e pubblico:

Mai come oggi Siena, città defraudata e smarrita, ha bisogno della presenza attiva, della partecipazione alla politica di tutti i cittadini e le cittadine per trovare una via d’uscita da questa crisi morale e materiale.

Quando diciamo partecipazione intendiamo la possibilità concreta di incanalare idee, energie, proposte, analisi, competenze, studi, visioni e fantasie di tutti i cittadini, singoli e associati, per affiancare, controllare, indirizzare, innovare la qualità della politica pubblica. Di fronte alla crisi dei partiti, ai loro metodi democratici incerti, svuotati di credibilità, l’affacciarsi dei cittadini alle stanze del potere non mina la legittimità dei rappresentanti eletti, semmai li affianca e sostiene, come si fa con un convalescente dopo un brutto incidente. Da qualche parte bisogna pur ricominciare.

Come ha scritto Tocqueville, nelle realtà più piccole la costruzione della democrazia è più possibile che altrove. Lo prevede il legislatore (Testo unico sugli enti locali), una legge della regione Toscana, lo prescrivono convenzioni internazionali e il trattato di Lisbona. Si tratta dunque di sdoganare gli istituti di partecipazione introducendoli negli statuti comunali oppure di applicarli là dove sono stati già previsti. Si tratta di discuterne (secondo l’Anci il 70% degli elettori italiani nemmeno sa che ogni comune ha un suo statuto). E di non averne paura.

La tecnologia può aiutare, ma è uno strumento come tanti. La molla della partecipazione scatta con il senso di responsabilità che fa riscoprire a cittadini diffidenti il piacere del confronto, della discussione, affina l’abilità di gestire il conflitto, verso l’approdo a soluzioni condivise. Tutte pratiche di cui possiamo e dobbiamo riappropriarci se vengono creati spazi e luoghi adeguati.

Per una città come Siena chiediamo che le consulte territoriali, istituite come parlamentini-replica del consiglio comunale, controllate dalle logiche (e dagli imbuti) dei partiti, diventino invece luoghi di discussione ed elaborazione politica ai quali ci si iscrive liberamente, come singoli cittadini o associati, a partire dai 16 anni. (art. 8 Testo unico enti locali: “i comuni…. valorizzano le forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale).

Queste consulte, preferibilmente tematiche, si esprimeranno in modo democratico attraverso un regolamento, in un dialogo serrato con la giunta, il consiglio comunale, le commissioni consiliari, per riavviare quell’osmosi tra politica e cittadinanza che si è interrotta. Le consulte esprimeranno pareri, proposte, idee, indirizzi agli assessori competenti. Il Palazzo deciderà, ma almeno dovrà argomentare una volta di più e meglio le sue decisioni.

Altri strumenti di partecipazione e democrazia diretta da inserire nello Statuto del comune di Siena sono il referendum propositivo, oltre quello consultivo (già previsto); la possibilità di aprire sessioni di bilancio partecipato per alcuni capitoli di spesa; e la facoltà di nominare in consiglio comunale la figura del consigliere aggiunto straniero (eletto da un consiglio di immigrati), con diritto di parola e iniziativa (non di voto).

Se crediamo nella trasformazione della politica, occorre anche immaginare modelli nuovi e avere il coraggio di sperimentarli. Le analisi sulle forme di partecipazione già consolidate non mettono in evidenza particolari controindicazioni: se da una parte i processi decisionali risultano maggiormente legittimati, dall’altra la cittadinanza attiva riscopre il gusto della formazione e che occuparsi della cosa pubblica può essere un piacere.

Daniela Passeri
Alba (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente)
candidata in "Sinistra per Siena"

Link originale dell’articolo: http://albasiena.blogspot.com/2013/04/partecipazione-per-piacere.html

E alla fine gli tiraron le monetine

Scene già viste quelle che sono occorse questa mattina a Siena di fronte al palazzo di Giustizia quando Giuseppe Mussàri è comparso, accompagnato dai suoi avvocati.

Giuseppe Mussari in procura

Lo hanno insultato e gli hanno lanciato le monetine… fino a quando era presidente di MPS gli stringevano la mano e si fermavano a complimentarsi con lui. E’ triste quando una popolazione si sveglia di colpo da un sonno durato alcuni anni, e si scaglia con così tanta veemenza contro il capro espiatorio prescelto. No, non voglio tessere nessuna difesa per il bel ciuffo (in effetti la capigliatura negli ultimi tempi si è un po’ sciupata, però!), ma di certo non è l’unico che ha responsabilità gravi in questa faccenda.

E mi preoccupa che la gente, soddisfatta da qualche lancio di monetina, si senta poi tranquilla a votare gli stessi personaggi squallidi (magari stavolta con una maschera diversa sulla faccia) che han portato Siena a questo disastro. (Non c’è solo MPS, c’è l’Università, c’è la Asl, c’è il Santa Maria della Scala, c’è il Comune, c’è la Provincia, c’è Ampugnano, tutte storie con un gran bel buco in bilancio) Mi spaventa lo spettro del ’94: dopo lo scandalo di tangentopoli la gente scaricò un po’ di monetine su Craxi e poi andò tranquillamente a votare Berlusconi. Usciti dalla porta, i ladri rientrarono dal portone con tanto di tappeto rosso.

Ora a Siena c’è la possibilità di provare a sbarazzarci di tutta questa marmaglia responsabile di tanti disastri. Il 26 e 27 maggio ci saranno le elezioni amministrative a Siena, mi piacerebbe che la gente cominciasse un po’ a seguire la politica (che non è un’attività spregevole, ma qualcosa di cui tutti dovremmo occuparci attivamente!), stare col fiato sul collo ai vari candidati, partecipare alla stesura dei programmi.

Il nodo senese di Alba (albasiena.blogspot.com) cercherà nei prossimi mesi di organizzare incontri pubblici con i candidati su alcuni dei temi che più ci stanno a cuore, spero di vedere le sale piene di persone interessate ad ascoltare e proporre idee per la città.

Partecipazione (alla?) politica – 15 febbraio 2013

Il Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena
Il Master in progettazione dei processi partecipativi
e
ALBA Siena

INVITANO
alla presentazione di due volumi sul tema della

PARTECIPAZIONE (alla?) POLITICA

Cosa fare, come fare (Iolanda Romano)
PARTY. Partecipazione Attiva Riunendo Tavoli Interagenti (AA.VV.)

Venerdì 15 febbraio, ore 17.30
Libreria Becarelli
viale Mameli 14/16, Siena

Saranno presenti le autrici:
Iolanda Romano (Avventura Urbana)
Chiara Giunti (Comitato operativo nazionale di A.L.B.A.)
Discussants:
Maurizio Cotta (Università di Siena, DISPOC)
Massimo Morisi (Università di Firenze, Garante della comunicazione per la partecipazione nel governo del territorio in Toscana)
Massimo Vedovelli (Rettore, Università per Stranieri di Siena)
Moderatore:
Pierangelo Isernia (Università di Siena, DISPOC)

La cittadinanza è cordialmente invitata a partecipare.

Dalla prefazione al libro PARTY di Paul Ginsborg:
Oggi nel mondo politico tutti parlano di partecipazione, anche le figure più inverosimili, anche quelli che per anni, se non decenni, hanno praticato una politica che è stata l’esatto opposto della partecipazione, anche quelli che sono i padroni di interi partiti. Naturalmente, ognuna di queste figure ha in mente la sua versione di partecipazione. Per trovarla, l’archeologo della politica deve scavare layer after layer di retorica, di promesse e di auto-pubblicità, finché non emerge una verità piccola piccola, facilmente riassunta nella frase: “vi ascolto, ma poi decido io”…
Il modello di partecipazione proposto da chi ha scritto questo libretto è l’esatto opposto di quello delineato sopra: prende sul serio i cittadini invece di prenderli in giro, capisce che la democrazia partecipata è un’esperienza nuova, elabora dei modi di procedere che sono essenziali e che devono diventare abituali.

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Per iscriversi all’evento, è possibile visitare la pagina facebook: https://www.facebook.com/events/364507006989779/
Per contattare il nodo Alba_Siena, è disponibile l’indirizzo mail alba.nodosiena@gmail.com la pagina facebook e il blog