Cipro in deposito


Da una settimana sentiamo parlare della possibile tassa sui depositi in conto corrente presso le banche dell’Isola di Cipro. La piccola isola del Mediterraneo sta attraversando una grave crisi che potrebbe portare la sua economia al default, così l’Europa nella sua magnanimità ha deciso di salvarla. L’economia cipriota è infinitesima rispetto all’Unione Europea e basterebbe davvero poco per risolvere questa crisi, ma i “saggi” economisti della Troika han deciso che la ricchezza che risiede nell’isola deve partecipare a risolvere il problema e poco importa se la tassa colpisce uno sfigato che ha appena venduto tutto quello che poteva per permettersi la casa dei propri sogni. Voglio dire, una tassa del genere crea ovviamente grosse disuguaglianze, oltre al fatto che gli amici degli amici (il gruppo ristretto di persone che governa un paese e che quindi di fatto aiuta a produrre la crisi) non verrebbero comunque toccati perché a conoscenza ovviamente dell’operazione.

In ogni caso, tutta questa manfrina voluta dai grandi econimisti europei cos’ha prodotto? Una settimana non positiva delle borse europee, spread in salita, Cipro è ancora ad un passo da default. E infatti si sente di nuovo parlare del prelievo forzoso che era stato rifiutato dal parlamento isolano. Nel frattempo, però, i grandi capitali avranno preso il volo verso altre destinazioni? Probabile, no?

Serve un’Europa diversa, un’Europa dove la politica guidi la finanzia e non il contrario. E ci vorrebbe un governo europeo eletto dai cittadini e non una rappresentanza dei singoli governi, che lo stanno usando di fatto per campagne elettorali interne ai propri paesi.

6 thoughts on “Cipro in deposito

  1. Non sono mai stato un simpatizzante della Troika (anzi), ma in questo caso la manfrina è colpa di Cipro.

    L’Europa non poteva pagare tutto: dando 17 miliardi a Cipro avrebbe fatto balzare il suo rapporto debito/PIL al 150%, rendendolo sostanzialmente impagabile. Di conseguenza i creditori sarebbero andati in perdita (per l’Italia circa 4 miliardi, l’importo dell’IMU sulla prima casa).

    L’unica cosa che Cipro ha sono i conti correnti, giganteschi. Vatti a leggere i bilanci di Laiki, la seconda banca del Paese, che su 30 miliardi di passivo ne ha 17 in depositi e 10 in prestiti di emergenza della BCE, mentre in attivo ha 22 miliardi di prestiti alla clientela, di cui un terzo in sofferenza. Per avere un termine di paragone, il PIL di Cipro è di 17 miliardi di euro. È pacifico che qualcuno deve prendere le mazzate.

    Il Parlamento cipriota ha respinto originariamente l’idea di colpire quelli sopra i 100mila euro perché avrebbe significato perdere lo status di centro finanziario off-shore dentro l’Eurozona. Detto altrimenti, volevano che noi (tu e io, fra gli altri, avremmo dovuto pagare una seconda IMU sulla prima casa) prestassimo loro soldi a perdere per salvare i conti correnti (non sempre pulitissimi) degli oligarchi russi (che, per la cronaca, negli ultimi anni, hanno avuto il capitale depositato nelle banche di Cipro aumentato del 25%). Chiaro? IMU prima casa per salvare la mafia russa.

    Per cui sì, serve un’Europa diversa e bla bla bla, ma qua non c’entra una mazza. Cipro non è la Grecia, manco di striscio.

    • Intanto grazie per il tuo commento.
      Non ho detto che l’Europa doveva semplicemente pagare tutto. E’ ovvio che una politica del genere creerebbe solo più crisi.
      Il dubbio è il metodo che viene applicato ogni volta. Alla fine l’economia “salvata” si avvita sempre più verso il default portandosi dietro anche altre economie. La crisi di Cipro è costata già molto all’intera Europa (aumento degli spread e perdita di valore in borsa dei titoli) e ancora non è risolta, benché la cifra che serve per salvare l’isola non sia astronomica. In fondo gli investitori/speculatori puntano molto sull’incapacità dell’Europa di far fronte realmente alle crisi interne.
      Cipro non è la Grecia, vero. A Cipro ci sono conti correnti usati per riciclare denaro sporco, vero. Ma con un prelievo forzoso del 25% sui conti correnti non colpisci solo la mafia russa, ma colpisci anche i risparmi di una vita. Diciamolo, 100.000€ non è una gran cifra. E inoltre crea delle storture immense. Chi avesse guadagnato onestamente i suoi 100.000 se li ritroverebbe da un giorno all’altro ridotti a 75.000 e chi magari avesse disonestamente depositato 99.000€ avrebbe ancora i suoi capitali freschi.
      La soluzione deve essere un’altra. Intanto, se vuoi, almeno una tassazione più progressiva.

      Insomma, il risultato di questi salvataggi è sempre un aumento della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza. Ché come diceva Bacone: “Il denaro è come il letame che non serve se non è sparso.”

      • Beh, sì colpiscono solo le due banche con più conti russi e che sono più dissestate. Stando alle indiscrezioni, i ciprioti colpiti saranno pochini, e comunque se hai un conto in banca liquido sopra i 100mila (i titoli e gli altri investimenti sono salvi) direi che non piangi miseria. I poveri e la classe media dubito abbiano così tanti soldi in banca (ripeto: solo i contanti, il resto del patrimonio non viene toccato), per cui l’imposta tanto poco progressiva non mi sembra.

  2. (Purtroppo il sistema non permette risposte a commenti oltre il terzo livello)

    Beh, ma non tutti sono abituati ad investire i propri capitali. Provenendo da un paesino, conosco diversi “vecchini” che hanno conti correnti pieni zeppi, è già tanto che non tengano i soldi sotto il materasso. Nulla è bianco o nero, ma come si dice ci son tante sfumature di grigio.
    Voglio davvero sperare che per una volta venga colpita duramente gente che se lo merita, ma ho paura che sparando nel mucchio ci saranno tante vittime innocenti.
    E se questo trattamento venisse applicato anche ai nostri conti correnti? In Germania hanno già pubblicato un articolo per dire che le famiglie italiane sono ben più ricche di quelle tedesche.

    • E infatti discuterei di quella proposta, non di Cipro (tra l’altro proviene da una banca salvata dallo Stato). Quanto ai tedeschi poveri, ho sbufalato la cosa in due pezzi di recente, se vuoi te li linko. Un esempio: hanno confrontato i dati spagnoli del 2008 con quelli tedeschi del 2011.

      • Si si, li ho letti…
        Purtroppo in questo momento tutte le campagne elettorali fanno sponda (direi anche senza molti sforzi) sulla scarsa percezione di cosa l’Europa rappresenta. In Italia 2/3 dei voti sono andati a schieramenti (chiamiamoli così) “anti europei”, senza però disegnare per il futuro una alternativa.
        L’Europa così com’è va senz’altro riformata, perché abbiamo una moneta unica senza una politica europea, senza una visione di dove questa unione debba andare, con l’effetto che tutte le campagne elettorali locali possono scaricare sul livello continentale tutte le colpe dei propri problemi.

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