Esami, tu come li fai?


Qualche giorno fa il mio amico Iccapot ha sollevato l’argomento degli esami universitari.

Quando ci andavo io, gli esami erano fatti in un’aula, con la presenza di tutti quelli che, in quella sessioni o nelle future, avrebbero dovuto sostenere quegli esami. E naturalmente c’era una commissione (almeno due proff.)

[mia moglie] mi dice che, a Lettere, ora gli esami li fanno nell’ufficio del professore, con il solo studente e il professore.

Ai tuoi tempi come andava?

Ai miei tempi, ad Economia a Siena, gli esami erano svolti nelle aule dove nel resto dell’anno veniva fatta lezione. Non c’era la commissione, o meglio c’era il prof e il suo assistente che solitamente però interrogava un altro studente. Ma erano pubblici, nel senso che chiunque poteva andare a sentire le domande del prof, che poi erano la fonte primaria per decidere che cosa studiare.

Un mese fa, invece, ho accompagnato la mia ragazza che doveva sostenere un esame a Bologna. In effetti lì, facoltà di Lettere, l’esame si è svolto all’interno di box. Gli studenti potevano ascoltare ma era praticamente impossibile assistere all’esame.

A proposito di Università, un altro episodio mi ha stupito: ho sempre saputo che le lezioni universitarie sono pubbliche, chiunque può assistervi, ed in effetti è capitato anche a me di seguire delle lezioni senza avere intenzione di sostenere l’esame. La mia ragazza, invece, mi ha detto che la sua prof si è lamentata della presenza di studenti che non avrebbero sostenuto l’esame. Come a dire che quelle lezioni erano private, per i soli iscritti all’esame.

E voi che esperienze avete avuto all’Università?

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One thought on “Esami, tu come li fai?

  1. Nell’università di Bari:
    – gli esami devono essere pubblici e perciò non è consentito alle commissioni esaminatrici effettuarli in locali dove non può accedervi chiunque voglia assistervi;
    – le commissioni, composte da almeno due componenti, devono essere presiedute da ciascun titolare dei corsi di insegnamento.

    E, salvo la libertà consentita alle singole università di creare un proprio Regolamento, questi sono principi cui si dovrebbero attenere tutti.
    Ci sono poi insegnanti poco sicuri della propria professionalità o non in grado di gestire correttamente un esame, che preferiscono nascondersi dietro un colloquio strettamente bilaterale, senza il secondo membro della commissione né ‘pubblico’ da far da garanti.

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