La bionda del pullman


Ha sempre il cappellino calzato sulla testa e i capelli raccolti in coda nel buchetto del cappellino. E’ sempre seduta in prima fila, la signora bionda del pullman.
Già altre volte avevo assistito alle sue urla e prese di posizione. Una volta si lamentava che sul pullman mancavano le cinture di sicurezza. Stasera son salito ed era sdraiata sul seggiolino. Dopo poco ha cominciato ad urlare contro l’autista di aprire il finestrino che non riusciva a respirare e tossiva come una matta.
Nel corso del viaggio poi ha ricevuto o fatto alcune telefonate. Ogni volta sembrava che la sua gola le permettesse di nuovo di respirare bene, perché la sua voce non dava il benché minimo senso di essere forzata o fioca, o qualsiasi altro danno. Strano. Ogni tanto qualche colpetto di tosse tanto per non dimenticarsi, ma appena accennato, e poi, appena finita la telefonata, di nuovo le urla. Strano, no?
A Poggibonsi ho finalmente capito il suo problema: l’aria condizionata. “Respiro tutta la polvere da lì” indicava la bocchetta dell’aria. L’autista, credo ormai per disperazione, l’ha spenta.

Ancora in questo momento, è dietro alle spalle dell’autista a lamentarsi di qualcosa…

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