Ma quale gaffe?


La chiamano gaffe, ma una gaffe indica, secondo Wikipedia, “una frase od una parola detta in modo erroneo od in un contesto sbagliato, ovvero uno strafalcione fatto da chi sta parlando. Una gaffe spesso è non voluta e non sempre ci si accorge di averla fatta.”

In questo contesto è sbagliato parlare di gaffe, perché il ministro Scajola ha detto esattamente quello che voleva dire, con il significato che lui intendeva. Per lui i morti sul lavoro, sono sacrifici necessari per costruire una centrale “modernissima” a carbone. Cos’altro potrebbero essere per lui? Famiglie distrutte? Vite? Tragedie quotidiane? Per lui sono un modo per far soldi. Per lui i lavoratori sono utensili, sono materie prime inanimate, sono come i mattoni per costruire una casa, alcuni si rompono, e la casa verrà costruita con altri mattoni.

Fosse stata una gaffe si sarebbe dimesso…

Comico poi il centrosinistra… “Parole deprecabili”… Ma che vuol dire? Ah, ho capito “Oh, Scajo’, siamo d’accordo sul concetto, ma la prossima volta dillo con altre parole! Che sta male parlare di morte in pubblico…”

In realtà è comico anche solo scrivere la parola centrosinistra, oppure la parola opposizione…

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3 thoughts on “Ma quale gaffe?

  1. “Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruita questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro” dice Claudio Scajola. Qualche, aggettivo indefinito. Tanto si tratta di due operai. Tanto ora “tutto è controllato e tutto è sicuro”. Almeno questa volta non ha detto che sono morti due rompi***…

    http://noirpink.blogspot.com/2008/07/attualit-qualche-morte-bianca-e-la.html

  2. E’ il tipico modo di pensare della classe imprenditoriale e, visto che questo Governo tendenzialmente “simpatizza” per questa categoria di persone il Ministro non poteva fare altro che sostenere questa linea di discorso. Operai morti, infortuni vari, fanno parte del budget di spesa previsto per la costruzione di un’ opera… se solo si investisse maggiormente in sicurezza, facendo la dovuta prevenzione, informando e formando i lavoratori, questa “nota di spesa” potrebbe essere eliminata, ma si sa che così non è… per gli imprenditori e per i loro simpatizzanti, la sicurezza dei luoghi di lavoro è solo un gravoso adempimento burocratico. Meglio non investire in questa direzione e “correre il rischio” di una ispezione( visto la scarsità del personale e dei fondi che fruiscono gli enti ispettivi, vi è una probabilità ogni 33 anni che un ‘impresa sia ispezionata) oppure di “inciampare” in qualche infortunio più o meno grave.

  3. Già, dalla destra in generale e da questa in particolare uno se l’aspetta un discorso beota del genere.
    Il problema è quella cosiddetta sinistra. Quando era al governo poteva fare una legge che impegnasse maggiormente gli imprenditori a investire in sicurezza (tipo che se muore un dipendente sul lavoro, l’imprenditore finisce in galera con l’accusa di omicidio colposo se la morte è derivata da mancanza delle misure di sicurezza?), adesso che è all’opposizione potrebbe chiedere le dimissioni del ministro.
    E invece?
    Preferiscono stare dalla parte degli imprenditori! Li inseriscono nelle loro liste elettorali!!

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