Un maremmano al Palio


Palio finito, ha vinto l’Istrice. Ma più della vittoria, a me piace pensare al Palio come tutti quei piccoli particolari di preparazione. E per quanto mi riguarda, si comincia con il servizio nel Drago il giorno dell’estrazione, poi c’è l’enorme quantità di servizi con la Banda nel mese di giugno che culminano con la Chiocciola il 28 e 29 e il concerto in Piazza il 30. Il 2 luglio, poi, è un continuo crescere. Prima il rituale ritrovarsi con una mia amica per arrivare in centro con una sola macchina. Poi ai magazzini del sale per monturarsi e le due salite che ci distruggono prima di cominciare. Poi siamo già in prefettura e per noi vuol dire cercare di fare in maniera decente una curva a 180 gradi! Ma vuol dire anche la prima Marcia del Palio della giornata.

Dopo la ripartenza ci aspetta la discesa del Casato, dove tra due ali di persone, a me si raggela il sangue. E’ magnifico marciare e sentire, fin dalle prime note della marcia, le persone cantarla. E’ l’unico punto di tutta la sfilata e… ed è magnifico!

Squilli la fe’!
S’armi e vinca l’onore
di te, dolce fiore,
Siena gentil!

Mille vessilli scintillano al sol,
sventola il bianco col nero color,
passano i duci dagli alti cimier!
Ecco di Siena si desta il valor.

Ridono le bianche trifore
del maggior palazzo antico.
Fremono, snelli, i barberi
nell’entrone senese avito.

Ecco il segnal!
Già la gran pista è aperta:
i barberi in gruppo,
al canape van.

Fuggono veloci nella polvere,
arde in ognun la gloria!
Freme e grida il popolo agitandosi!
Ecco il segnal: vittoria!

Siena dal dolce idioma
e dall’amato ostello:
Siena, tu sei di Roma
specchio gentile e bello. [ma nella versione cantata é: centomila volte meglio]

Poi c’è l’entrata in piazza, indescrivibile davvero. Si apre il cancello del Casato, di là la piazza di qua noi, ci divide solo il mortaretto e il soprallasso col Vessillifero del Comune. Poi ci disponiamo, il tempo per gli ultimi avvertimenti e via, sul tufo! I rintocchi di Sunto, il nostro passo, le urla delle persone, le telecamere, i fotografi, ecco l’entrata e… la Marcia!

Curva di San Martino e poi Palazzo, finiamo di suonare e finalmente un po’ di riposo con i meritati panini e l’acqua. Prima di salire sul palco l’eterna lotta tra noi e gli addetti del comune che non vogliono permetterci di portare una bottiglia d’acqua sul palco, dicono che la tiriamo ai cavalli… Tra il tamburo, le mazze e una bottiglia d’acqua che cosa farà più male ad un cavallo se lanciato? beh, ma d’altronde…

Poi saliamo sul palco delle comparse. Appena in cima, sulla nostra fila, mi giro e… una distesa di persone! La Piazza non è ancora completa e l’entrata dell’Onda continua a buttar dentro gente. Colori, teste, voci, spinte, malori… via via che la Piazza va riempiendosi sale la tensione, si susseguono le sbandierate delle contrade e la Marcia del Palio. Poi la sbandierata della Vittoria sulle note della marcia sancisce la fine dei preparativi. Di lì a poco il mortaretto farà uscire i cavalli dall’entrone ed anche noi musici torniamo ad essere spettatori. La busta tenuta ben alta nel suo percorso sul palco per raggiungere il mossiere e infine il silenzio. Una piazza stracolma e il silenzio! E’ un ossimoro, sembra impossibile, ma è così, cala un silenzio incredibile rotto soltanto dalla voce del mossiere che legge le contrade che lentamente entrano tra i canapi.

Poi è la corsa e non sono io il più adatto a commentarla!

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