L’abdicazione della sinistra


E’ evidente. La destra ha vinto il confronto culturale con la sinistra. Ha obbligato a scendere tutti sul piano della sicurezza ed ora le è facile far passare l’idea che tutti i problemi italiani siano causati da 5 rom, 4 gay e 6 marocchini. La sinistra, o almeno qualche pezzo, c’è cascata completamente. Ha accettato il confronto, abbandonando completamente altre questioni ben più serie. Ci sono i morti sul lavoro che ogni giorno chiedono maggiore sicurezza. Ci sono famiglie sempre più povere a cui non basta il taglio di 100 euro l’anno di ici per arrivare con lo stipendio alla fine del mese. Ci sono ragazzi che aspettano un lavoro sicuro per poter finalmente cominciare la propria vita affrancandosi dal cordone ombelicale dei genitori. Ci sono sempre più giovani che si infognano nei meandri delle droghe. C’è una formazione scolastica che si è data latitante da troppo tempo.

La sinistra, o quel pezzettino che viene rappresentata in parlamento, ha abdicato a qualsiasi lotta. A qualsiasi tentativo di risoluzione dei veri problemi. Tutto si gioca sulla pelle di 10 disgraziati e quando quei 10 saranno finiti in carcere a chi toccherà? Troveranno altri 10 disgraziati, poi altri 10, poi altri 10. Fin quando toccherà a me, te, a tutti noi.

State attenti ad abdicare, a lasciare che altri decidano per voi quali siano le priorità!

Sempre più spesso parlando con i miei amici li vedo convinti che tutto il male italiano risieda nei rom. Persone intelligenti, che hanno studiato, si son fatte infinocchiare così. E son convinti, mi portano degli esempi. “Eh, quando poi vengono a rubare in casa tua, ne riparliamo!” Ma non è un discorso di lasciare liberi tutti i delinquenti immigrati. E’ un discorso di rispettare la dignità delle persone. Di aiutare le persone a farsi una vita decente. Di ridurre la criminalità totale, che sia italiana, comunitaria o extra-comunitaria. “Eh, la maggior parte dei rom sono ladri”, e allora la maggior parte degli italiani son mafiosi! Ma che cavolo vuol dire “la maggior parte dei rom sono ladri”. Ci sono statistiche in tal senso? Ma poi, anche fosse così, un paese che si definisce avanzato, civile, può permettere che persone oneste siano cacciate, maltrattate, uccise perché accomunate ad altre disoneste?

Se qualcuno viene a rubare in casa mia non mi interessa la sua nazionalità, mi interessa recuperare i beni trafugati e che quella persona paghi per ciò che ha fatto. Che sia italiano, rom o altro non mi interessa. Il risultato che ottengo se vengo derubato è lo stesso sia nel caso in cui il ladro sia rom sia nel caso in cui sia italiano o di altra nazionalità. Sempre che mi han rubato qualcosa.

Capisco perfettamente le ragioni del governo. Focalizzano l’attenzione delle persone sui rom così possono agire indisturbati, ottenendo anche l’effetto collaterale di ingolfare ulteriormente la giustizia, molto utile per qualcuno che ha pendente sulla testa qualche avviso di garanzia. Capisco pure che la fascia di persone culturalmente meno preparate abbocchino a queste minchiate facilmente. Ma non accetto che persone che hanno studiato, che han raggiunto un livello culturale molto avanzato, abdichino il proprio cervello così.

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2 thoughts on “L’abdicazione della sinistra

  1. Caro Gianluca, ti ringrazio a nome di tutti per il tuo commento del 19 luglio (che condividiamo appieno) e per l’interessante segnalazione.

    Per quanto riguarda i rom, credo sia inutile affermare che rappresentano il capro espiatorio su cui far ricadere ogni colpa della società. Inutile non in quanto assurdo, bensì in quanto lampante!
    Questo tuo post mi ha fanno tornare alla mente due cose: la prima è un’efficace vignetta di Mauro Biani (la trovi qui: http://senzanome.leonardo.it/blog/il_governo_invita_a_levarceli_dai_coglioni_ma_litalia_ha_bisogno_dei_suoi_650000_clandestini_2.html), la seconda, strettamente connessa alla prima, è una frase che lessi in un saggio di Claudio Cappuccino quando studiavo sociologia del diritto all’Università, che sono riuscito a recuperare e ti trascrivo qui: “Una delle più antiche ed efficaci strategie [per trovare consenso] è identificare un nemico, additarlo drammaticamente alle masse focalizzando la loro attenzione su di esso, e unire così in nome di un interesse comune gli sforzi collettivi”…
    Sebbene il ragionamento possa sembrare ovvio, se non banale, trovo sia spesso utile rammentarci queste “ovvietà”, poichè l’essere umano troppo frequentemente tende a rendersi conto della realtà, e a separare quindi i fatti dalle emozioni, soltanto quando ormai è troppo tardi.
    Come ha recentemente scritto il giudice Felice Lima, “Il guaio di tutti i regimi, come anche di tutte le malattie molto gravi è che quasi sempre le si diagnosticano in ritardo, perché una forma di difesa psicologica dal male è negare a se stessi che ce lo abbiamo davanti. Ogni malato tende disperatamente a negare a se stesso che quelli che ha davanti siano proprio i sintomi di quel brutto male. Ipotizza fino all’ultimo, anche contro l’evidenza, possibili diagnosi alternative. Così all’avvento di ogni regime. I bravi tedeschi hanno pensato per anni che sì, in effetti, forse verso gli ebrei si stava facendo qualcosa di magari un pochino eccessivo. Ma ce n’è voluto per fargli prendere atto che si trattava di un genocidio”.

  2. Già… tutte ovvietà che gli occhi della gente non voglion vedere. E’ un guaio!
    Ma io aggiungerei anche un po’ di vigliaccheria. Facile dire adesso che non siamo in presenza di un regime fascista (o durante il nazismo negare ciò che stava avvenendo) salvo poi accusare successivamente chi quel regime lo ha creato. E il popolo dov’era? La gente che ha votato Mussolini? La gente che ha votato Hitler sono responsabili tanto quanto Hitler. La gente che ha votato Berlusconi è responsabile del baratro in cui sta catapultando l’Italia così come tutto il suo governo fatto, nel migliore dei casi, di puttane.

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