Di musica, di sentimenti e di pregiudizi…


La musica è da sempre stata una compagna di viaggio indispensabile per me. Non ricordo quando ho scoperto la sua forza, ma suonare e ascoltare è il mio quotidiano. Louis Armstrong diceva “Devi amare per poter suonare”, ed io penso sia vero. Per suonare devi farlo col cuore, devi metterci tutti i sentimenti che hai dentro.

E da sempre ho prediletto la musica italiana, soprattutto perché ho sempre dato moltissima importanza anche al testo. E non certo al motivetto. Anzi, a dire la verità, ho sempre snobbato cantanti e gruppi con un discreto successo. Così non posso dire d’essere stato tra i primi estimatori di Caparezza. Pregiudizi, già. Ma poi riesco a superarli.

Da un mese viaggio ogni giorni in pullman per circa 3 ore di vita. Non poteva la musica non accompagnarmi in questi momenti, così ogni mattina salgo sulla “Firenze rapida” munito di lettore mp3. L’ultima volta che l’avevo usato, anzi, l’avevamo usato, eravamo a Sharm. L’avevo caricato con l’ultimo dei Subsonica (rippato dal cd originale!), un po’ di Tracy Chapman e Legend di Bob Marley (..rippato dall’originale, ovviamente, soprattutto perché è un cd che non può mancare! …ma rippato in ogg vorbis e quindi inascoltabile dal mio lettore), oltre ai miei mp3 preferiti. Ti comprai il cd dei Subsonica quel venerdì, il giorno che usciva, il giorno che noi partivamo per Parigi e lo ascoltasti in auto, con i miei commenti sgradevoli in sottofondo… ma scherzavo!

Poi sul pullman l’ho ascoltato meglio, senza pregiudizi. Certo, all’inizio era solo per “starti più vicino”. Ma tant’è, ho ascoltato quel cd. Veramente un bel cd. Alcune frasi si son scolpite nel mio cervello, come “Senza domani adesso / Non ci riesco” o “Come fare a coniugare un verbo al futuro / Quando il futuro è solo appalto di tenebra”, decontestualizzate dalla canzone e ricontestualizzate nella mia vita… Oppure la struggente “Quattrodieci” con la sua dose di tragicità e quel suo “un lenzuolo di pietra” che assomiglia molto al gucciniano “Due metri di terreno”. Complimenti ragazzi e… grazie Principessa di avermi dato la possibilità di rimuovere altri paraocchi.

Forse la più bella canzone de “L’eclissi” è “Canenero”, di cui segue il testo:

Se ho paura a sentire il silenzio
se non riesco a raschiare il ricordo
quella voce scura dentro me
è una porta chiusa dentro me
quella porta è un dolore lontano
che nessuno doveva vedere
quando quelle mani su di me
quella bocca scura su di me
se ho paura a sentire il silenzio
se non riesco a tagliare il ricordo
quella voce scura dentro me
è una porta chiusa dentro me
quella porta è un dolore bambino
che nessuno voleva ascoltare
forse non capivo quello che
non osavo chiedere il perchè
è di nuovo qua
so cosa farà
quelle mani su di me
fiato sporco su di me
dice è come un gioco
dice che è per poco
che non fa così male
e non si può scappare
che non si può scappare
qui non si può scappare
canenero ritorna nel sonno
devo urlare per prendere fiato
quelle mani scure su di me
quella bocca sporca su di me
quante volte gridando nel sonno
per strapparmi di dosso il ricordo
quella porta chiusa intorno a me
quella voce è chiusa dentro me
canenero ritorna nel sonno
devo urlare per prendere fiato
quelle mani ancora su di me
quella bocca sporca su di me
quante volte ho gridato nel sonno
per sentirmi di nuovo al sicuro
quella porta chiusa intorno a me
quella voce scura dentro me
se ho paura a sentire il silenzio
se non riesco a raschiare il ricordo
quella porta chiusa intorno a me
è una porta chiusa e dentro me
quella porta è un dolore bambino
che nessuno voleva vedere
mentre non capivo quello che
non osavo chiedere il perchè
dice è come un gioco
dice che è per poco
non posso raccontare
e non si può scappare
qui non si può scappare
canenero ritorna nel sonno
devo urlare per prendere fiato
quelle mani scure su di me
quella bocca sporca su di me
quante volte gridando nel sonno
per strapparmi di dosso il ricordo
quella porta chiusa intorno a me
quella voce chiusa dentro me
canenero ritorna nel sonno
devo urlare per prendere fiato
quelle mani ancora su di me
quella bocca sporca su di me
quante volte ho gridato nel sonno per sentirmi di nuovo al sicuro
quella porta chiusa intorno a me
quella voce scura dentro me
canenero ritorna nel sonno
devo urlare per prendere fiato
quelle mani scure su di me
quella bocca sporca su di me
quante volte gridando nel sonno per strapparmi di dosso il ricordo
quella porta chiusa intorno a me
quella voce chiusa dentro me.

E quasi mi dimenticavo… musicalmente, nonostante i miei pregiudizi, è veramente molto curato. Mi piace in particolare Piombo per il giro di… basso (?) (mi rendo conto di distinguere difficilmente gli strumenti quando l’elettronica è così spinta..) nel finale, spettacolare! Di una semplicità disarmante e di una bellezza altrettanto rara.

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