Ricostruire a Sinistra


A pochi giorni dal disastro, è scattato l’appello alla mobilitazione! Tra i primi firmatari ci sono personalità di spicco della cultura, della scienza come l’astrofisica Margherita Hack, il filosofo Gianni Vattimo, il vignettista Vauro, l’attore Bebo Storti.

“Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia

Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale. Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze. Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore.”

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9 thoughts on “Ricostruire a Sinistra

  1. Io sono pronto; losono da anni, troppi anni.
    Però per aderire pongo una condizione: il partito dovrà chiamarsi Partito Comunista Italiano e il simbolodovrà essere quello glorioso del PCI.
    E chiederò solo di lavorare per tornare grandi. Nulla più.

    E’ ora di finirla di vergognarsi.

    Qualsiasi altra soluzione saprà di resa e io non l’accetterò e continuerò, come in tuti questi anni, a starne fuori.

  2. Sarebbe bello. Io non ho mai avuto la possibilità di porre la mia crocetta sul simbolo del PCI, non ero ancora maggiorenne quando lo rottamarono.
    Purtroppo credo non sia possibile. Il simbolo e il nome sono di proprietà di quelli che stanno nel PD, assurdo, vero? Gli stessi che si prodigano ogni giorno per far dimenticare che sono su quelle poltrone grazie alla loro militanza nel PCI.
    Ma dovrà assolutamente essere un partito Comunista!

  3. cari compagni, io pongo solo una condizione: sia esso un partito veramente marxista-leninista, dove si svilupperanno dei meccanismi di controllo contro le infiltrazioni di opportunisti che come la feccia che ha mutato geneticamente soprattutto rifondazione, potrebbero inficiare tutta l’operazione. costoro ci hanno rovinato prima, ora non possiamo permettercelo! non è settarismo, ai tempi del pci non si tesserava il primo venuto, ma lo si curava. e senza pedigree, cazzi suoi!
    riguardo il simbolo del pci, starà a noi palesare la contraddizione ai media sulla questione. pensate se accusiamo il pd di essere ancora comunista dicendo che quindi berlusconi ha ragione! e se ad esso aggiungiamo una battaglia legale!
    dovrà essere un partito che prima di perdersi in diritti di ogni sorta, si concentri sui diritti dei lavoratori. un partito che non avrà vergogna di adottare il termine ed il paradigma della lotta di classe.
    e, importantissimo, una scuola di partito che sappia creare quadri dirigenti che siano all’altezza della funzione che devono svolgere.
    sennò, compagni, sto a casa! ero piccolo nel ’91, ma ho vissuto la tragedia in famiglia. nel ’98 un altro colpo, tuttavia visto con speranza. ora il terzo. sono al limite! un’altra delusione e vado a cuba!
    ciao compagni, forza e determinazione, costruendo- citazione non mia- un partito che segua, in modo deciso, i binari della lotta di classe!

  4. Però non solo. I lavoratori non sono le uniche persone disagiate in questa Italia al collasso. Ci sono, solo per fare un esempio, studenti che devono lavorare per potersi permettere un’Università che nel migliore dei casi non gli servirà a trovare lavoro.
    Dobbiamo imparare a guardare i problemi veri delle persone e provare a dare loro una soluzione.
    Ed è importante soprattutto oggi, con una crisi sistemica di proporzioni mondiali, non possiamo permetterci di non esserci. Non possiamo permettere al sistema capitalistico di rigenerarsi nuovamente, dobbiamo abbatterlo oggi che è più debole e che mostra tutte le sue contraddizioni!

  5. Aderisco convintamente.
    Ora più che mai al lavoro e alla lotta compagne e compagni.
    Consigliere Comunale PdCI Ugento (LE)

  6. x Andrea Rufini.
    No, eh, non con questo spirito. D’accordo abbiamo preso una batosta incredibile, ma ci vuole coraggio e convinzione altrimenti è inutile fare qualsiasi cosa.

  7. Seppur letteralmente tramortito dalle dimensioni dell’esito elettorale, non nascondo le mie perplessità al vostro appello.
    Come si può ben carpire dall’elenco dei firmatari, il grido all’unità giunge per la maggior parte da storici, docenti universitari, artisti,letterati: di nuovo fa capolino quel comunismo elitista ed intellettualizzante, fascinoso per le menti inchiodate dal ‘nostalgismo’ storico ma del tutto ininfluente e inefficace (anzi, a volte fastidioso)agli occhi di chi non ha la possibilità di collegarsi ad internet per sfogare la buona dose di frustrazioni derivanti da una vita operaia, faticosa, amara ed avara di piacevoli diversioni.
    L’amore, la passione o il caro ricordo di un’ideologia – otto anni dopo l’inizio del terzo millennio – possono costituire si una felice piattaforma valoriale per una rinata sinistra, laddove nella controparte si assiste al dilagante inneggiamento di principi inquietanti. Tuttavia non si possono delegare le proprie speranze o le ansie di riscatto aggrappandosi unicamente al salvifico simbolo della falce e martello senza un’adeguata e umile meditazione critica. Chi non è figlio di quella cultura o chi è nato dopo il 1989 conosce quel simbolo solo perchè ne ha appreso il significato dai testi scolastici o, nelle condizioni più fortunate, perchè ne ha colto la valenza dai racconti dei propri genitori o nonni. Senza un moderno revisionismo critico quel vessillo popolare rischia di apparire come mera e vecchia (seppur fascinosa) imposizione culturale.
    Perchè mai un operaio o un precario endemico dovrebbero affidare le proprie istanze a chi rincorre pindaricamente il passato spinto dall’energia del ricordo anzichè a chi traduce ed interpreta le medesime istanze in maniera più convincente e diretta, magari esprimendosi con qualche improbabile idioma padanoceltico?

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