Gli Uomini Retti, gli Uomini Probi (dedicato a tutti i Bimbi uccisi e sperduti)


A., come Tizio Sempronio e Caio, è stato fanciullo. Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta c’era, in Italia, l’usanza, da parte dei genitori, di mandare i figli maschi in seminario. Di solito succedeva nelle famiglie più umili, perché mandare un puero in un luogo come quello risolveva un bel po’ di problemi di mezzogiorno. E allora A., Tizio Sempronio e Caio potevano seguire la strada illuminata dal e del signore di nome Jeshua (più o meno) e farsi preti, risolvendo in tal modo i loro, di problemi, tanto un 8per1000 ci scappa sempre; tanto di case parrocchiali ce ne sono e non bisogna costruirle; tanto la Chiesa, bontà sua, di terre sparse per l’Italia ce n’ha quante se ne vuole.

Oppure A., Tizio Caio e Sempronio potevano continuare fuori da quell’ambiente i loro studi, oppure potevano trovarsi un lavoro.

E quando uscivano da lì, dal seminario, erano cambiati, non più bambini, pur essendo ancora degli adolescenti. Erano cambiati. Cambiati forse perché mossi e toccati dalla fede, illuminati da indefessa verità.

O forse no.

Erano cambiati perché in quei luoghi ipocriti e maligni trovavano vincoli, obblighi, lobotomie ed eterna prigionia, l’abisso più profondo nel ventre basso di uomini strani, dei santoni un po’ eterei e un po’ bestiali, sentirli predicare di una giustizia che sempre stride con i tempi che corrono e che non ha a che fare con la giustizia vera, quella del vivere quotidiano. Uomini strani, vestiti di nero come il peccato, che si avvicinano a te, in quelle fredde notti di gennaio, quando è buio, ti toccano e tu non puoi scappare, quelle sono bestie enormi, oltre che immonde, hanno una croce appesa al collo, quella croce davanti alla quale ti hanno insegnato a prostrarti per chiedere pietà, perdono per il male fatto, purificarti nel sangue e nella gloria di dio fatto uomo; ti senti avvolgere dai loro tentacoli d’amore malato, disturbato, mentre ti costringono a mettere le mani sui loro corpi sudati, corrosi da un desiderio che puzza di follia. Li fai venire, sei costretto a farli venire, ti obbligano a farli venire, devi stringere le tue mani sui loro falli, devi dargli le terga, la bocca.

Questi uomini neri, neri come il peccato battezzano i bambini, sposano uomini e donne, condannano l’omosessualità, la pedofilia, ci dicono come dobbiamo vivere, che dobbiamo seguire la parola di dio.

E questa è la parola di dio: il verbo della morte dell’anima e della distruzione di una vita che ancora deve sbocciare.

Montag451

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