
[immagine da My BOG - La mia palude]
L’amico Iccapot ci ricorda con questa bella vignetta che il Monte dei Paschi di Siena non è più ascrivibile alla città. Anzi, qui si parla direttamente di MPR. La cosa che mi lascia perplesso è vedere molti amici senesi che cadono dalle nuvole o ignorano completamente che quella banca che ha segnato la vita e la ricchezza della città è ormai lontana e distrutta.
Da tempo mi son convinto che la colpa più grave dei senesi è non aver approfittato di tutta la ricchezza che le generazioni precedenti avevano prodotto per crescere culturalmente. Chi ha fatto l’Università a Siena sa perfettamente che di senesi ce ne son sempre stati pochini. Conosco un po’ di ragazzi senesi, i laureati sono davvero una minima parte, in una città che avrebbe avuto tutte le possibilità per avere la totalità della popolazione laureata. E invece si è preferito tirare i remi in barca e vivere di rendita.
Stessa cosa è successo in tutta Italia, si è smesso di investire in cultura e le competenze si sono dissolte.
Io all’università ci sono approdato un paio di decenni prima di te; anche io sono toscano ma la scelta che avevo di fronte era solo tra Pisa e Firenze: nessun professore al Liceo si sognava mai di indirizzare i suoi allievi a Siena. Anche due anni fa, quando è stato il turno di mia nipote, la scelta è andata su Pisa, senza troppe discussioni…
Ci sarà un motivo.
I prof del Classico di Massa Marittima non facevano altrettante distinzioni.
Certo poi la situazione è decisamente peggiorata, ma per alcuni anni la facoltà di Economia è stata la prima d’Italia (Classifiche che lasciano un po’ il tempo che trovano…lo so)