Stamani ho dovuto fare un giro in centro a Firenze per recuperare la borsa che, ancora immerso nel sonno, stamani avevo lasciato sul pullman. Non conoscendo bene Firenze, mi son fatto la solita cartina su Google Maps, anche per vedere quali autobus mi potessero portare a destinazione, ma poi ho scelto per una sana passeggiata a partire dalla fermata più vicina del mio “adorato” 23. Un incrocio, qualche curva, il sottopassaggio e il sovrapassaggio. Ogni strada conferma che il mio cammino mi sta portando alla meta.

La prossima strada è Giovanni Spadolini, noto politico, al centro di polemiche per la “crisi di Sigonella” accaduta durante gli anni in cui era ministero della difesa, quando il nostro paese non era ancora asservito alla politica americana. No, al suo posto un cartello indica che la strada è intitolata ai Caduti di Nassirya… Ai cosiddetti eroi, un gruppo di assassini asserviti agli americani del ranch texano. Bisogna complimentarsi con Palazzo Vecchio per la coerenza, han sostituito un politico fiorentino con 19 ragazzotti morti per l’ennesima guerra della pazzia umana, ma ancora lo sfondo riproduce un’Italia a stelle e strisce…

Meglio sarebbe stato intitolare quella via a qualche vittima di guerra, a qualche partigiano (che ne son piene le campagne e città toscane), a qualche vittima dell’odio umano. Ma no, si è scelto di nuovo di elogiare la forza delle armi puntate su civili inermi.


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