Servi reietti. Il Regno della Salvezza è lontano
Sulle sponde di Mesopotamia
i morti muoiono ancora, per sempre, ancora ed ancora.
Nessuna corteccia a cui aggrapparsi
il puzzo di Napalm brucia le vesti
ignudi ci lascia in mezzo al niente
privi di odio, privi d’amore.
Il tuo volto dipinge la vita
limpida suggerisce di amarla
“cerca la foresta dei racconti d’infanzia
l’ombra di querce fatate
dove il brusio e la violenza sono vissuti
nei sogni di altri”.
Ma più che m’addentro
le voci dei figli dell’uomo
diventano stridule urla
inumane di bimbi seriali
affogati in barili di oro mortale.
Sorge dal ventre materno l’oceano-mare della consapevolezza
ma esso è turbato da un fetido pozzo che infetta. Il Regno della Salvezza è lontano
Un fluido buco nero mi schiaccia verso un perpetuo delirio.
Cade Babele: “il Regno della Salvezza non mi porterà a casa”.
Montag
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