Cercammo di
bussare, poi
entrammo.

Porgemmo la mano
nell’incantato cuore
degli uomini.
Il nulla perso nei
loro sguardi, proiettava
immagini angosciose.

Si preoccupavano dell’Africa,
ma con i soldi in
mano.
E negli occhi gioia e tristezza.

Mi dissero di
non guardare,
di non
preoccuparmi, di
sedere e
mangiare.

La pietanza
l’avevo
ma sullo sfondo
un uomo solo.

La definirono anche arte!

Non si accorgevano
di tutta la gente
che moriva intorno a loro.
Ed altri che si immolavano
nel nome loro.

Ero estraneo.
O troppo umano o troppo
stolto.
Non capivo e non voglio
capire.

Ed ecco i potenti,
ed i loro discorsi.

Mi piego. Mi
sottometto. Sono come
tutte le teste
basse!

All’uscita, ora, mi daranno
dei fiori.

Poesia inviata da Ruperto


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