Riprendo il tema già esposto della mia ex azienda che si è dimenticata di fare il passaggio di conoscenze/competenze nell’ultimo periodo della mia presenza in sede e adesso vorrebbe che lo facessi ad un prezzo per loro abbordabile. Senza, per altro, avermi fatto una proposta numerica. Anche oggi, infatti, abbiam parlato del sesso degli angeli!
Quanto vale la conoscenza?
Io conosco i processi di sviluppo del software che ho creato. Io conosco i processi interni all’azienda per cui il software è stato realizzato. Io dovrei, adesso, trasferire queste conoscenze ad altri. Ma la conoscenza è potere! La conoscenza ha quindi un valore, e più vale l’oggetto più vale la conoscenza che si ha di esso. Ma dipende anche da un altro fattore. La conoscenza ottiene un valore più alto quante meno persone ne sono in possesso. E in questo caso, sono l’unico ad avere intera conoscenza.
Inoltre, ogni bene nell’economia capitalista (e se la conoscenza può essere acquistata, può essere valorizzata economicamente, allora diventa un bene) ottiene un valore più alto quanto più è richiesto, dall’incontro di domanda e offerta.
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Pingback on Mag 12th, 2008 at 1:26 am
[...] perdere quanto possa valere la conoscenza. Mi sembra lecito decidere “si, accetto” “no, non accetto”, altrimenti che [...]
Marzo 18, 2008 at 2:08 am
Be me lo sono chiesto anch’io?
Quanto vale la conoscenza, in questo paese poco se non sei riconosciuto, nel lavoro che fai l’informatico, non è riconociuto come tipologia di lavoro. in Italia l’informatica si fa su passaparola ricorda…
E il concetto non pagare per un lavoro che non sia un lavoro manuale, il lavoro di “concetto” che ha regola viene di solito pagato di più (se riconosciuto), si rischia di essere sottopagati. Avrebbero pagato sicuramante di più un muratore, metalmeccanico, idraulico o elettricista.